Alibaba Cloud, la nuova offensiva parte da Parigi e Johor

Il gruppo cinese amplia la propria presenza internazionale e punta sui mercati strategici per l’AI

Redazione
Alibaba cloud globale con nuove regioni cloud a Parigi e Johor

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

L’espansione internazionale di Alibaba Cloud entra in una nuova fase. Nel giugno 2026, il gruppo cinese ha annunciato l’apertura di due nuovi data center a Parigi, in Francia, e Johor, in Malesia, affiancandoli agli ampliamenti già previsti a Tokyo e in Messico. Una strategia che porta la presenza globale della società a 32 regioni e 105 availability zone e che punta soprattutto a intercettare la crescente domanda di capacità di calcolo generata dall’intelligenza artificiale.

Alibaba Cloud accelera sull’espansione internazionale

La scelta delle nuove località non è casuale. Il mercato globale dell’AI sta aumentando rapidamente la richiesta di infrastrutture capaci di elaborare le richieste degli utenti con tempi di risposta sempre più ridotti. Per questo, i principali operatori cloud stanno cercando di portare la capacità di calcolo più vicino agli utilizzatori finali.

All’inizio del 2026, AWS, Google Cloud e Alibaba Cloud hanno inoltre aumentato i prezzi delle risorse di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale. Si è trattato della prima crescita coordinata dei prezzi nella storia del cloud, un segnale di quanto la domanda di infrastrutture AI stia modificando gli equilibri tra offerta e disponibilità di capacità computazionale.

52,7 miliardi di dollari per sostenere la corsa all’AI

Alibaba Cloud parte da una posizione molto forte in Cina, dove controlla il 27,9% del mercato pubblico cloud IaaS. Sul piano globale, tuttavia, la sua quota si ferma intorno al 4%, contro il 29% di AWS, il 20% di Azure e il 13% di Google Cloud.

Per il gruppo, dunque, la crescita internazionale è diventata una priorità strategica. Dopo nove trimestri consecutivi caratterizzati da una crescita dei ricavi a una sola cifra, Alibaba ha rafforzato la propria organizzazione estera: nel febbraio 2025 è stata creata una divisione dedicata alle attività internazionali, con centinaia di dipendenti.

A sostenere questo percorso c’è anche un impegno finanziario particolarmente rilevante. Alibaba Group ha infatti destinato circa 52,7 miliardi di dollari agli investimenti nei data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Parigi e Johor, due nodi per la domanda AI

La nuova infrastruttura di Parigi guarda soprattutto alle esigenze delle imprese europee e alla crescente attenzione verso la sovranità dei dati. La presenza fisica sul territorio permette infatti ad Alibaba Cloud di avvicinarsi ai clienti enterprise che necessitano di infrastrutture locali.

Johor risponde invece alle opportunità offerte dal mercato del Sud-est asiatico. La posizione della regione, vicina a Singapore, consente ad Alibaba Cloud di inserirsi in un’area caratterizzata da una forte crescita della domanda di servizi digitali.

Le due aperture rappresentano quindi tasselli differenti della stessa strategia: collocare infrastrutture cloud nei luoghi in cui la domanda di elaborazione AI è destinata a crescere maggiormente.

L’inference cambia le regole della competizione

Uno dei fattori decisivi nella nuova corsa al calcolo è la diffusione dell’AI inference, cioè l’elaborazione necessaria quando un modello già addestrato risponde alle richieste degli utenti.

Rispetto all’addestramento dei modelli, che concentra grandi quantità di risorse in periodi specifici, l’inference è un’attività continua, sensibile alla latenza e necessariamente distribuita geograficamente. È proprio questo cambiamento a spingere i provider a moltiplicare i nodi infrastrutturali.

Alibaba sta cercando di sfruttare questa tendenza anche attraverso Qwen, il proprio modello linguistico di grandi dimensioni. Nei primi cinque mesi del 2026, i ricavi legati ai token sono cresciuti di 15 volte, mentre l’attività MaaS (Model-as-a-Service) sta assumendo un ruolo sempre più importante nella crescita della società.

La sfida globale passa anche dalla Champions League

L’espansione di Alibaba Cloud non riguarda soltanto data center e capacità computazionale. Il gruppo ha infatti siglato una partnership con la UEFA diventando partner ufficiale per AI, cloud ed e-commerce della Champions League e di UEFA Euro 2028.

Nell’ambito dell’accordo, i modelli Qwen saranno utilizzati per applicazioni dedicate al coinvolgimento dei tifosi e alla gestione dei contenuti e dei media. È un ulteriore tassello della strategia con cui Alibaba cerca di portare le proprie tecnologie AI su scala internazionale.

La competizione globale, dunque, non si gioca più soltanto sulla quantità di infrastrutture disponibili. Per Alibaba Cloud la sfida consiste soprattutto nel posizionare i propri nodi di calcolo nei mercati dove emergerà la prossima ondata di domanda per l’inference.

Fonte: Pandaily

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.