Flipkart sta accelerando nel quick-commerce indiano, riducendo rapidamente il distacco dai principali protagonisti della consegna ultraveloce. Il servizio Flipkart Minutes, lanciato nell’agosto 2024, è arrivato a gestire tra 1,1 e 1,2 milioni di ordini al giorno, contro i circa 390-400 mila registrati a novembre. Una crescita che porta la piattaforma di proprietà di Walmart sempre più vicina a Swiggy Instamart e apre un nuovo fronte nella competizione con Blinkit, Zepto e Amazon.
La crescita di Flipkart Minutes
Il risultato assume particolare rilievo considerando che Flipkart è entrata nel mercato del quick-commerce dopo i principali concorrenti. Instamart è nato nel 2020, Zepto nel 2021, mentre Blinkit affonda le proprie origini in Grofers, piattaforma di spesa online fondata nel 2013.
Oggi Blinkit rimane nettamente in testa, con circa 3,4-3,6 milioni di ordini giornalieri, mentre Zepto si colloca tra 2,4 e 2,6 milioni. Instamart, invece, raggiunge circa 1,4 milioni di ordini al giorno, rendendo Flipkart Minutes il concorrente che più rapidamente sta riducendo la distanza dal servizio di Swiggy.
Una rete logistica in forte espansione
Alla base della crescita di Flipkart c’è soprattutto l’espansione della propria infrastruttura. Minutes dispone attualmente di circa 1.020-1.050 micro-fulfillment center, piccoli magazzini collocati vicino ai clienti per rendere possibili consegne rapide.
A gennaio erano circa 600, mentre un anno fa erano appena 340. L’azienda sta aggiungendo circa 100 strutture al mese e punta ad arrivare a 1.500 entro la fine del 2026. Parallelamente, il tempo medio di consegna è sceso a circa 11 minuti, rispetto ai 13 minuti di un anno fa.
Clienti abituali e nuovi prodotti
La forza di Flipkart non dipende soltanto dalla rete di magazzini. La società può infatti contare sulla vasta base di clienti già acquisita negli anni attraverso il proprio business e-commerce, offrendo a Minutes un pubblico potenziale particolarmente ampio.
Anche il comportamento degli utenti mostra segnali positivi: tra il 65% e il 70% dei clienti mensili è costituito da acquirenti abituali, mentre il numero di transazioni per cliente è aumentato del 50-60% rispetto a un anno fa. La spesa media si aggira tra 400 e 500 rupie per ordine, con frutta e verdura, prodotti di base, latticini e carne tra le categorie in maggiore crescita.
Flipkart sta inoltre ampliando l’offerta con prodotti gourmet di fascia più alta, compresi articoli biologici e artigianali, nel tentativo di aumentare la quota di spesa destinata a Minutes.
Amazon entra nella corsa alla consegna immediata
La crescita di Flipkart si inserisce in una competizione sempre più serrata. Anche Amazon sta spingendo sul proprio servizio Amazon Now, cercando di sfruttare la propria enorme base di clienti e-commerce per conquistare spazio nel quick-commerce.
Durante la visita in India dell’amministratore delegato Andy Jassy a giugno, Amazon ha dichiarato che Now era diventato il business in più rapida crescita dell’azienda nel Paese, con gli ordini raddoppiati ogni trimestre dal lancio. Il gruppo ha annunciato l’obiettivo di raggiungere oltre 300 città e creare una rete di più di 1.000 micro-fulfillment center, affiancata da strutture più grandi per ampliare la gamma di prodotti consegnabili in pochi minuti.
Una competizione sempre più difficile da invertire
Il quick-commerce sta assumendo un ruolo crescente nelle abitudini di acquisto degli indiani, anche in un contesto in cui i consumi complessivi mostrano qualche segnale di debolezza. Secondo gli analisti di Bernstein, il passaggio verso e-commerce e consegne rapide continua a sostenere la crescita degli utenti attivi mensili delle piattaforme.
Per Flipkart e Amazon la sfida è quindi anche difensiva: con i consumatori ormai abituati a ricevere determinati prodotti quasi immediatamente, rinunciare a questo modello significa rischiare di lasciare ordini e clienti agli operatori specializzati. Il cambiamento nelle abitudini di acquisto rende così la velocità non più soltanto un vantaggio competitivo, ma una componente sempre più difficile da ignorare.
Fonte: TechCrunch