DIANA, 6 startup pronte a innovare le tecnologie del futuro

Le startup selezionate per il progetto DIANA sviluppano soluzioni tecnologiche avanzate in diversi settori quali l’energia, la sorveglianza e tanto altro

Redazione

Radar per droni, braccia robotiche per ambienti estremi, nuovi metodi di manifattura additiva: sono diverse le soluzioni sviluppate dalle startup selezionate da DualTech by Takeoff, l’acceleratore gestito da Plug and Play, per partecipare al progetto DIANA della NATO. Sei startup che ora potranno ricevere supporto non solo economico, ma anche formativo.

Le 6 startup selezionate per il progetto DIANA

Selezionato dalla NATO come partner per il progetto DIANA (programma di accelerazione dedicato allo sviluppo di soluzioni tech per applicazioni militari e civili), l’acceleratore DualTech by Takeoff ha recentemente svelato le startup vincitrici del bando DIANA’s Challenges, avviato all’inizio del 2024.

Dopo aver esaminato oltre 2.600 candidature, sono state selezionate per il secondo batch sei startup: InEMSens, Fluid Wire Robotics, AI GPR, Forg3D, Zelim e Mantacus. Tutte attive in settori strategici come energia e potenza, rilevamento e sorveglianza, condivisione sicura delle informazioni, salute e prestazioni umane, oltre che infrastrutture critiche e logistica.

Partendo da InEMSens, questa realtà ha creato un sistema che sfrutta sensori d’interferenza elettromagnetica affiancati dall’AI, in grado di rilevare e identificare dispositivi esplosivi sepolti, come le mine antiuomo e anticarro. Fluid Wire Robotics, invece, ha creato braccia robotiche specializzate per operazioni in ambienti estremi, come il settore nucleare o lo spazio, offrendo soluzioni per la manutenzione di materiali radioattivi o per la rimozione di detriti spaziali.

AI GPR ha creato un sistema radar a penetrazione del suolo che può rilevare ordigni e strutture sepolte, con un’innovativa combinazione di sensori tra cui radar, termocamere e videocamere RGB. Mentre Forg3D ha ideato un metodo innovativo di manifattura additiva che consente la produzione di componenti in metallo di alta qualità, utilizzabili per riparazioni rapide e precise in settori come l’aerospazio o la difesa.

Invece, Zelim ha sviluppato una tecnologia di intelligenza artificiale in grado di monitorare e tracciare oggetti marittimi, con applicazioni che spaziano dall’energia offshore alla protezione di infrastrutture critiche. Infine, Mantacus ha progettato una tecnologia che consente la rilevazione di armi nascoste a distanze superiori ai 50 metri, ideali per proteggere aree sensibili come scuole, aeroporti e basi militari.

Al via il DIANA Bootcamp

Per queste startup ora inizia il DIANA Bootcamp, un programma di accelerazione di sei mesi che tra workshop, sessioni di formazione ed eventi in presenza consentirà alle startup di sviluppare soluzioni tecnologiche “a doppio uso” (dual-use), ovvero utili sia in ambito civile che in ambito militare.

Nella prima fase, Bootcamp, le startup acquisiranno una comprensione approfondita del panorama dual-use e svilupperanno la loro roadmap tecnologica. Al termine del Bootcamp, 1-2 startup per challenge vengono selezionate per la fase di Grow, ricevendo ulteriori 300.000 euro dalla NATO e sei mesi di supporto personalizzato.

Con l’ingresso di queste nuove startup (una è in stealth mode), DualTech by Takeoff continua a svolgere un ruolo cruciale nel rafforzamento delle capacità difensive e di sicurezza, favorendo l’adozione di tecnologie all’avanguardia. Siamo entusiasti di supportare l’innovazione che contribuirà a proteggere il nostro futuro, con soluzioni che spaziano dall’intelligenza artificiale alle tecnologie spaziali, per affrontare le sfide globali in modo sempre più efficace e sicuro“, ha dichiarato Enrica Bonora, Program Manager di DualTech by Takeoff.

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