Bill Gates avverte: l’intelligenza artificiale cambierà la società

Secondo il miliardario americano, il mondo non si sta preparando abbastanza alla rapidissima transizione verso l’era dell’AI

Redazione
Bill Gates parla di bill gates ia e cooperazione tra USA e Cina

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta avanzando a una velocità tale da rendere necessaria una nuova forma di cooperazione internazionale. È questo l’allarme lanciato da Bill Gates, che in un nuovo saggio pubblicato mercoledì invita Stati Uniti e Cina a collaborare per affrontare gli effetti sociali senza precedenti legati allo sviluppo dell’AI. Secondo il cofondatore di Microsoft, il mondo sta entrando in “uno dei periodi più turbolenti della storia umana”, nel quale l’intelligenza artificiale potrebbe diventare il più grande strumento di uguaglianza mai inventato oppure trasformarsi nella peggiore fonte di ingiustizia.

L’intelligenza artificiale secondo Bill Gates

Nel suo saggio di circa 6.000 parole, Gates sostiene che i leader mondiali non si stanno preparando adeguatamente alla transizione verso l’era dell’intelligenza artificiale. A rendere questa trasformazione diversa dalle precedenti rivoluzioni tecnologiche sono soprattutto la velocità con cui l’AI sta progredendo e la scala potenziale delle sue conseguenze.

“Questa volta è davvero diverso”, scrive Gates, sottolineando come la rapidità dell’evoluzione tecnologica renda necessario intervenire prima che gli effetti dell’AI diventino ancora più difficili da gestire.

L’ex dirigente Microsoft ritiene che i Paesi che ospitano i principali sviluppatori di AI e controllano componenti fondamentali della filiera tecnologica debbano iniziare subito a confrontarsi per definire norme condivise. Creare un simile quadro, avverte, potrebbe richiedere anni: proprio per questo sarebbe necessario cominciare immediatamente.

Perché la cooperazione USA-Cina è cruciale

Per Gates, Stati Uniti e Cina occupano una posizione centrale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e rappresentano le due principali potenze del settore. La competizione tra Washington e Pechino, tuttavia, rischia di rendere più difficile una collaborazione proprio mentre aumentano le preoccupazioni sugli effetti della tecnologia.

L’autore ammette di sostenere, in teoria, un rallentamento globale dello sviluppo dell’AI, ma considera poco probabile che possa verificarsi, considerati gli incentivi geopolitici ed economici a procedere a tutta velocità.

Per questo la strada più realistica sarebbe riunire esperti e governi per individuare le lacune nella preparazione delle istituzioni. Stati Uniti e Cina dovrebbero quindi partire dai problemi sui quali esiste un interesse comune, anche se la competizione per i modelli AI più avanzati e per la robotica rimane molto intensa.

I rischi sociali dell’IA e la responsabilità globale

Nel suo intervento Gates individua tre aree particolarmente urgenti: la sostituzione del lavoro umano, i crimini e la sorveglianza favoriti dall’AI e gli effetti della tecnologia sui bambini e sulle relazioni umane.

Un tema sul quale la Cina, secondo Gates, avrebbe già compiuto passi particolarmente significativi riguarda proprio la protezione dei minori. Il miliardario cita infatti le recenti restrizioni introdotte da Pechino sulle applicazioni di AI companion capaci di favorire una dipendenza emotiva nei bambini.

Anche il mondo del lavoro è destinato a essere interessato profondamente dall’evoluzione tecnologica. Gates osserva che molti americani non si rendono conto della velocità con cui sta avanzando la robotica, anche perché gran parte del lavoro più avanzato viene sviluppato in Cina.

Impatto futuro sulle generazioni

La crescente diffusione dell’AI non riguarderà soltanto i sistemi informatici, ma potrebbe modificare concretamente il modo in cui le persone lavorano e interagiscono. Per Gates, proprio la rapidità di questi cambiamenti rende indispensabile una preparazione istituzionale adeguata.

La questione riguarda in particolare le nuove generazioni, esposte non soltanto alle opportunità offerte dagli strumenti di intelligenza artificiale, ma anche ai rischi legati alla dipendenza emotiva, alla sorveglianza e alle trasformazioni delle relazioni umane.

La Cina viene indicata come il Paese che, finora, è andato più avanti nell’introduzione di misure di tutela per i bambini nell’utilizzo dell’AI.

Un’opportunità o una minaccia per l’umanità?

Il futuro dell’intelligenza artificiale resta quindi profondamente ambivalente. Gates considera possibile che la tecnologia diventi un enorme fattore di uguaglianza, ma anche una nuova e potente fonte di ingiustizia.

Un primo precedente di cooperazione tra Stati Uniti e Cina esiste già: nel 2024 i due Paesi hanno concordato che gli esseri umani, e non l’intelligenza artificiale, dovessero mantenere il controllo sulle armi nucleari. Si tratta però, secondo la fonte, dell’unico accordo di alto livello raggiunto finora tra Washington e Pechino sull’utilizzo e sullo sviluppo dell’AI.

Nel frattempo, episodi recenti che hanno coinvolto modelli AI avanzati sviluppati da aziende statunitensi, compreso l’hacking di sistemi software, hanno aumentato le aspettative per possibili intese su questioni di interesse comune, come il rischio di utilizzo dell’AI da parte di organizzazioni terroristiche.

Come orientarsi nell’era dell’IA inarrestabile

Gates ritiene quindi che il momento per costruire un sistema condiviso di regole sia adesso, prima che la pressione competitiva renda ancora più complicata la cooperazione.

Secondo quanto riportato da Reuters, il cofondatore di Microsoft starebbe inoltre lavorando per organizzare un incontro con il presidente cinese Xi Jinping, provvisoriamente previsto per novembre, durante il quale intende sollevare proprio le proprie preoccupazioni sugli effetti dell’intelligenza artificiale.

L’ultimo incontro tra Gates e Xi risale al 2023, quando il miliardario americano fu il primo leader aziendale straniero invitato a incontrare il presidente cinese dopo la pandemia.

Fonte: SCMP

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