WhatsApp apre alle AI rivali: Bruxelles impone a Meta il cambio di rotta

La Commissione europea ordina il ripristino dell’accesso agli assistenti AI concorrenti entro cinque giorni mentre prosegue l’indagine antitrust

Redazione
Schermata di WhatsApp con assistenti ai rivali riammessi dopo la decisione Ue

La Commissione europea apre un nuovo fronte nel confronto con Meta e mette al centro della disputa WhatsApp e il futuro degli assistenti di intelligenza artificiale. Bruxelles ha ordinato alla società di Menlo Park di ripristinare l’accesso gratuito alla piattaforma per gli assistenti AI concorrenti di MetaAI entro cinque giorni lavorativi. La decisione arriva mentre l’indagine antitrust nei confronti del gruppo è ancora in corso e nasce dalla necessità di evitare possibili danni irreversibili alla concorrenza in un settore considerato strategico.

Bruxelles impone a Meta di riaprire WhatsApp alle AI concorrenti

La misura adottata dalla Commissione europea ha carattere provvisorio e non rappresenta ancora una decisione definitiva sulla presunta violazione delle norme sulla concorrenza. Tuttavia, l’intervento dimostra la volontà di Bruxelles di agire rapidamente quando sono coinvolti mercati digitali in forte evoluzione, come quello dell’intelligenza artificiale.

La vicepresidente della Commissione europea responsabile per la Concorrenza, Teresa Ribera, ha spiegato che nei settori tecnologici emergenti un eventuale danno alla concorrenza potrebbe diventare impossibile da correggere se si attendesse la conclusione dell’indagine. Per questo motivo, secondo Bruxelles, è necessario mantenere aperto l’accesso agli assistenti AI rivali durante tutta la fase di verifica.

L’indagine nei confronti di Meta è partita alla fine del 2025 e successivamente la Commissione ha inviato due comunicazioni ufficiali alla società, a febbraio e aprile 2026, formalizzando i propri dubbi sul comportamento dell’azienda.

L’accusa dell’Antitrust: Meta avrebbe favorito MetaAI su WhatsApp

Secondo la ricostruzione dell’Unione europea, Meta avrebbe modificato nell’ottobre 2025 le condizioni di accesso a WhatsApp Business, limitando la possibilità per gli assistenti AI sviluppati da aziende esterne di operare sulla piattaforma.

La conseguenza, secondo Bruxelles, sarebbe stata che da gennaio 2026 MetaAI sarebbe diventato l’unico assistente di intelligenza artificiale pienamente integrato all’interno di WhatsApp. Una situazione che, per la Commissione, rischierebbe di creare un vantaggio competitivo difficilmente recuperabile dagli altri operatori.

Il nodo centrale riguarda il ruolo della piattaforma di messaggistica, che per Bruxelles rappresenta un elemento fondamentale per raggiungere milioni di utenti europei. Escludere i concorrenti da un servizio così diffuso potrebbe infatti ostacolare la crescita di nuove soluzioni AI proprio nella fase iniziale di sviluppo del mercato.

La Commissione ritiene quindi necessario riportare le condizioni precedenti alle modifiche introdotte da Meta, permettendo nuovamente agli assistenti AI rivali di accedere a WhatsApp.

La replica di Meta e il confronto sul futuro della concorrenza digitale

Meta ha reagito annunciando il ricorso contro il provvedimento europeo, definendolo un intervento eccessivo da parte delle autorità. Secondo l’azienda, Bruxelles avrebbe deciso di consentire a grandi società tecnologiche, tra cui OpenAI, di utilizzare gratuitamente un servizio a pagamento come WhatsApp Business.

La società sostiene inoltre che il costo della decisione potrebbe ricadere sulle aziende europee che già utilizzano e pagano regolarmente il servizio. La Commissione, però, ha respinto l’accusa di voler favorire determinati operatori, spiegando che l’obiettivo è garantire condizioni di concorrenza equilibrate.

Il caso Meta si inserisce in una strategia più ampia dell’Unione europea sulla regolamentazione delle grandi piattaforme digitali. Negli ultimi mesi Bruxelles ha adottato un approccio simile anche nei confronti di altri giganti tecnologici, chiedendo maggiore apertura e interoperabilità nei sistemi legati all’intelligenza artificiale.

Le misure contro Meta resteranno valide fino alla conclusione dell’indagine. Se l’azienda non dovesse rispettare il provvedimento, potrebbe andare incontro a sanzioni fino al 10% del fatturato globale annuo, come previsto dalle regole europee sulla concorrenza.

Fonte: Wired

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