OpenAI è sbarcato a Hollywood portando Sora, il suo nuovo chatbot presentato a febbraio e dedicato proprio al mondo dei video realizzati grazie all’aiuto dell’AI generativa.
OpenAI a Hollywood
Secondo l’indiscrezione fornita da Bloomberg OpenAI ha fatto provare la sua tecnologia ad alcuni registi, più o meno noti, di Hollywood e anche ad alcuni artisti come Walter Woodman, Sidney Leeder, Patrick Cederberg, tutti membri del collettivo shy kids, oltre a Nik Kleverov, Paul Trillo, August Kamp, Josephine Miller, Don Allen Stevenson III e Alex Reben. I primi tre, in particolare, hanno realizzato un cortometraggio di un minuto e venti secondi intitolato Air Head e che è stato poi condiviso su YouTube.
La notizia ha subito fatto scalpore in quanto l’AI di Sora, sebbene non sia stata ancora rilasciata pubblicamente, aveva già messo in allarme l’industria cinematografica tanto che, come riporta Ansa, sembra che il sindacato della Writers Guild of America West voterà presto per impedire l’uso dell’AI per scrivere sceneggiature e copioni.
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La volontà di OpenAI, però, è quella di dimostrare all’industria del cinema che Sora può integrarsi con riscontri positivi nei processi di produzione. Per esempio, la sua tecnologia potrebbe potenzialmente migliorare l’efficienza e ridurre i costi di produzione specie nelle fasi di creazione visive più complesse.