Apple e sideloading, tariffe e restrizioni per le app scaricate fuori dall’App Store

Il sideloading è ormai imminente per App Store. Eppure Apple sembra stia escogitando qualcosa, almeno a livello di tariffe e restrizioni

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

L’App Store di Apple si dovrà adeguare a breve al Digital Market Act, volente o nolente. Per l’applicazione “regina” del colosso di Cupertino significa dover aprirsi anche alle applicazioni della concorrenza. Sebbene i dettagli sulla procedura, nota come sideloading, non siano stati ancora resi noti dall’azienda, già qualcosa sta bollendo in pentola.

Ricordiamo che il Digital Market Act, che entrerà in vigore il 7 marzo, ha spinto aziende come Spotify a prepararsi alle nuove regole, presentando la versione europea della sua app che consentirà agli utenti di pagare abbonamenti e audiolibri all’interno dell’app stessa. Ma nel caso di Apple, sembra che non sarà alla stregua delle altre aziende.

Apple vuole far pagare la concorrenza per il suo App Store

In vista dell’entrata in vigore delle nuove normative tecnologiche europee, Apple sta preparando il terreno per un futuro in cui dovrà consentire agli utenti di scaricare app da fonti esterne al proprio App Store (appunto, sideloading).

Ma stando a un recente articolo del Wall Street Journal, sembra che Apple sia intenzionata a imporre delle tariffe e delle ulteriori restrizioni agli sviluppatori che offrono download al di fuori dell’App Store, insieme a una revisione per i download effettuati al di fuori del suo store.

Sempre il WSJ precisa che questa potenziale opzione di sideloading sarebbe disponibile solo agli utenti iOS nell’Unione Europea, al fine appunto di conformarsi al Digital Market Act in arrivo. E anche se il piano di Apple non è ancora definitivo, ma se attuato, sarebbe in linea con un altro importante cambiamento nelle politiche dell’App Store statunitense.

Apple impone nuove regole agli sviluppatori

Recentemente, l’azienda ha modificato ufficialmente le regole per gli sviluppatori statunitensi, permettendo gli acquisti in-app che bypassano il sistema di fatturazione dell’App Store.

Tuttavia, gli sviluppatori saranno comunque soggetti a una tariffa del 27% sugli acquisti effettuati al di fuori dell’App Store (o del 12% per alcuni sviluppatori più piccoli), e Apple avrà il diritto di verificare i record degli sviluppatori per garantire la conformità.

Queste modifiche hanno già suscitato critiche da parte di Epic Games, Spotify e altri sviluppatori che da tempo contestano le regole e le tariffe dell’App Store. Se Apple dovesse applicare tariffe del genere anche al sideloading, potrebbero sorgere critiche analoghe da parte degli sviluppatori di app.

Sempre il Wall Street Journal riporta inoltre che Meta (Facebook) sta lavorando a un progetto chiamato “Progetto Neon”, che gli permetterebbe di distribuire le app degli sviluppatori tramite annunci su Facebook, mettendolo in competizione più diretta con l’App Store, almeno in Europa.

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