Con le nuove norme europee, tutti i social stanno cambiando. E così anche WhatsApp. Se ci fai caso, dovresti aver trovato un avviso sulla tua chat, appena entri.
Significa che ti ha appena aggiornato le condizioni relative alla tua privacy. Già nei giorni scorsi la sua informativa sulla privacy era cambiata, per seguire l’ottemperanza delle norme europee e anche quanto deciso lo scorso gennaio dall’Irish Data Protection Commission (DPC), la Commissione irlandese per la protezione dei dati.
Whatsapp cambia la privacy delle tue chat
WhatsApp ha quindi apportato delle modifiche alla politica sulla privacy. E per legge deve avvisarti, non puoi quindi non essere rimasto ignaro in questi ultimi giorni.
Sta già iniziando ad avvisare gli utenti con una notifica in app, affermando di fare affidamento “sugli interessi legittimi” come base legale per utilizzare le informazioni degli utenti. WhatsApp ha detto che le nuove modifiche non influenzeranno gli utenti, la crittografia o la condivisione dei dati con altre piattaforme di Meta.
Il testo dell’avviso è il seguente:
Abbiamo aggiornato la nostra Informativa sulla privacy per chiarire in che modo, ai sensi del GDPR, facciamo affidamento sugli interessi legittimi come base giuridica per usare le informazioni dell’utente:
- per migliorare WhatsApp (ad es., per comprendere in che modo gli utenti interagiscono con le funzioni e per svilupparne di nuove);
- proteggere i nostri utenti (ad es., utilizzando le segnalazioni degli utenti per identificare e fornire risposta a comportamenti impropri).
In realtà l’utente c’entra poco con questa misura. È una questione puramente legale.
I motivi dietro alle modifiche sulla privacy
Oltre a seguire le disposizioni europee, Whatsapp deve seguire anche quelle previste dai paesi dove ha le proprie sedi. Pur avendo sede legale in America, essa detiene quella fiscale in Irlanda grazie alla tassazione agevolata. E proprio la Irish Data Protection Commission (DPC) le aveva imposto anche una multa da 5,5 milioni di euro per aver violato il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Oltre ad una da 1,2 miliardi per il trasferimento dei dati dall’Ue agli Usa.
Da tempo hanno richiesto ai social del gruppo Meta trasparenza, legalità ed equità nei processi di protezione dei dati. Dal canto loro, dicono di aver seguito tutte le procedure per essere “sia tecnicamente che legalmente” conformi al GDPR. Ora con le nuove modifiche, è probabile che la storia volgerà al termine, in favore di tutti.