Durante la conferenza sulla sicurezza che si è tenuta a Monaco questo weekend, alcune big tech hanno firmato un accordo segnalando la loro intenzione di adottare un quadro comune per rispondere ai deepfake generati dall’intelligenza artificiale destinati a fuorviare gli elettori.
Le big tech contro i deepfake
Secondo alcune ricerche i deepfake continuano a spopolare. I dati di Clarity riportati da TechCrunch, addirittura, segnalano che il numero è in aumento del 900% anno dopo anno. Per questo motivo, anche in vista delle elezioni, diventa fondamentale riuscire provare a contrastarli.
Per questo le bitg tech come Microsoft, Meta, Google, Amazon, Adobe e IBM hanno firmato un accordo nel quale affermano che utilizzeranno metodi per rilevare ed etichettare i deepfake politici fuorvianti quando verranno creati e distribuiti sulle loro piattaforme, condividendo le migliori pratiche tra loro e fornendo “risposte rapide e proporzionate” quando i deepfake inizieranno a diffondersi. Le aziende hanno aggiunto che presteranno particolare attenzione al contesto nel rispondere ai deepfake, con l’obiettivo di “salvaguardare l’espressione educativa, documentaristica, artistica, satirica e politica” mantenendo allo stesso tempo la trasparenza con gli utenti sulle loro politiche sui contenuti elettorali ingannevoli.
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Alle big tech si sono unite anche altre tredici società come le startup AI OpenAI, Anthropic, Inflection AI, ElevenLabs e Stability AI e le piattaforme di social media X (ex Twitter), TikTok e Snap, insieme al produttore di chip Arm e alle società di sicurezza McAfee e TrendMicro.