La corsa ai modelli di intelligenza artificiale open source sta modificando gli equilibri del settore. Mentre negli ultimi mesi l’attenzione si è concentrata sui cosiddetti frontier models, ovvero i sistemi più avanzati sviluppati da aziende come Anthropic e OpenAI, sempre più sviluppatori e imprese stanno scegliendo alternative aperte, più economiche e personalizzabili.
Secondo Clem Delangue, CEO di Hugging Face, il futuro dell’AI potrebbe non essere dominato da un singolo modello estremamente potente, ma da una vasta rete di soluzioni specializzate utilizzate dalle aziende in base alle proprie esigenze.
I modelli open conquistano terreno nel mercato dell’intelligenza artificiale
I dati mostrano una crescita significativa dei modelli aperti. Durante la primavera, i modelli open-weight cinesi hanno rappresentato il 41% dei download su Hugging Face, superando quelli statunitensi. Anche su OpenRouter i modelli più utilizzati sono risultati principalmente soluzioni aperte sviluppate da aziende cinesi come Tencent, Xiaomi, DeepSeek, MiniMax e Z.ai.
Anche i dati relativi alle infrastrutture mostrano un cambiamento in corso. Secondo Vercel, i modelli open stanno assorbendo una parte rilevante delle richieste generate dalle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, mentre i sistemi chiusi vengono utilizzati sempre più come soluzioni premium ad alto costo.
A giugno, i modelli aperti hanno gestito quasi un terzo delle richieste AI sulla piattaforma. Un dato che non rappresenta l’intero mercato, perché non include l’utilizzo diretto delle piattaforme dei grandi laboratori, ma evidenzia comunque una tendenza chiara: le aziende cercano alternative ai sistemi proprietari.
Perché le imprese preferiscono modelli aperti e personalizzabili
Alla base della crescita dell’open source ci sono diversi fattori. Le aziende vogliono ridurre i costi legati all’utilizzo dei modelli chiusi e, soprattutto, evitare di affidare capacità strategiche a fornitori esterni attraverso API che non controllano completamente.
“Se sei un’azienda tecnologica, non vuoi esternalizzare le tue capacità fondamentali a un’altra società, a una black box API che non controlli”, ha spiegato Delangue.
Secondo il CEO di Hugging Face, sempre più imprese stanno comprendendo il valore della proprietà diretta dei modelli AI. Possedere o personalizzare un sistema permette infatti di adattarlo ai propri processi, migliorare la sicurezza e mantenere maggiore autonomia nel lungo periodo.
La crescita della piattaforma Hugging Face riflette questa evoluzione: ogni sette secondi viene creato un nuovo repository e il servizio ospita quasi tre milioni di modelli pubblici e un milione di dataset. Delangue sostiene che questo scenario rappresenti una realtà molto diversa dall’idea di “un solo modello dominante”: il futuro potrebbe essere composto da molti modelli diversi, ciascuno ottimizzato per uno specifico utilizzo.
La spinta della Cina accelera la competizione sui modelli aperti
La diffusione dei modelli open è stata accompagnata anche da una crescente attività dei laboratori cinesi di intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi diverse aziende hanno rilasciato sistemi potenti, più economici da implementare e più semplici da personalizzare rispetto alle alternative proprietarie occidentali.
Tra gli esempi più recenti c’è Z.ai, società con sede a Pechino, che ha presentato il modello open-weight GLM-5.2. Il sistema punta in particolare sulle capacità di programmazione tramite agenti AI e sulla capacità di individuare vulnerabilità di sicurezza, entrando in competizione con modelli avanzati sviluppati da aziende come Anthropic.
La crescita degli open model sta quindi mettendo sotto pressione il modello economico basato su sistemi chiusi, sui quali le aziende statunitensi hanno investito miliardi di dollari.
Anche il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha messo in guardia dal rischio di dipendere da un singolo fornitore AI, sottolineando l’importanza per le imprese di mantenere il controllo sui propri dati e sui propri processi di apprendimento.
Sicurezza dell’AI: il dibattito tra apertura e controllo
La crescita dei modelli aperti ha però riaperto anche il dibattito sulla sicurezza. Alcuni esponenti del settore, tra cui il CEO di Anthropic Dario Amodei, hanno evidenziato i rischi legati alla diffusione di modelli molto potenti senza restrizioni.
Secondo questa posizione, modelli avanzati disponibili pubblicamente potrebbero essere utilizzati da soggetti malevoli per attività come campagne di disinformazione o attacchi informatici.
Delangue, invece, sostiene una visione diversa. A suo avviso, il principale rischio dell’intelligenza artificiale è la concentrazione del potere nelle mani di pochi soggetti. La trasparenza dei modelli aperti, secondo il dirigente, permette alla comunità di individuare più facilmente problemi e vulnerabilità.
Per il CEO di Hugging Face, mantenere i modelli più avanzati dietro porte chiuse non elimina i rischi, ma crea una situazione in cui poche aziende controllano una tecnologia fondamentale senza sufficiente visibilità esterna. Secondo Delangue, la sicurezza passa anche dalla possibilità per più soggetti di comprendere, analizzare e migliorare questi sistemi.
Fonte: TechCrunch