Google celebra i 25 anni di Google Immagini, il servizio che ha trasformato la ricerca online permettendo di trovare contenuti visivi in pochi secondi. Per l’occasione, l’azienda ha annunciato due nuove funzionalità dedicate alla ricerca e alla creazione di immagini, entrambe basate sull’intelligenza artificiale.
Contestualmente, Google ha ripercorso le principali innovazioni che, dal 2001 a oggi, hanno segnato l’evoluzione della ricerca visiva.
Una nuova homepage personalizzata per Google Immagini
La prima novità riguarda una nuova homepage navigabile per Google Immagini, pensata per offrire un’esperienza più immersiva durante l’esplorazione dei contenuti.
La schermata iniziale mostra una galleria dinamica di immagini provenienti dal web, aggiornata in tempo reale e personalizzata in base agli interessi dell’utente. Man mano che vengono salvate immagini nelle proprie raccolte, queste compariranno come schede nella parte superiore della galleria, permettendo di riprendere facilmente l’esplorazione degli argomenti preferiti.
Il rilascio inizierà nelle prossime settimane per gli utenti desktop negli Stati Uniti, in lingua inglese, ed è necessario effettuare l’accesso con il proprio account Google per provare la nuova esperienza.
La generazione di immagini arriva direttamente nella Ricerca
La seconda novità introduce la creazione di immagini direttamente all’interno delle AI Overviews di Google Search.
Quando sul web non esiste ancora l’immagine desiderata, gli utenti potranno descriverla con un semplice prompt testuale. Grazie al nuovo modello Nano Banana, il sistema sarà in grado di generare immagini originali e di alta qualità, create completamente da zero.
Secondo Google, questa funzione punta a colmare la distanza tra ciò che una persona immagina e ciò che può trovare online. La distribuzione inizierà nelle prossime settimane, in inglese, in tutte le aree dove è già disponibile la creazione di immagini tramite AI Mode.
Dalla nascita di Google Immagini alle ricerche multimodali
Google ricorda che Google Immagini nacque nel luglio 2001, dopo il grande interesse suscitato dal celebre abito verde Versace indossato da Jennifer Lopez nel 2000. All’epoca, i semplici risultati testuali non erano più sufficienti: gli utenti volevano vedere direttamente le immagini.
Negli anni sono arrivate diverse innovazioni che hanno ampliato le possibilità della ricerca visiva:
- 2009: debutta Similar Images, che permette di trovare immagini simili senza dover modificare manualmente la ricerca testuale.
- 2011: arriva Search by Image, con cui è possibile cercare partendo da una fotografia caricata o dal suo URL.
- 2018: viene integrato Google Lens nella Ricerca, consentendo di identificare oggetti, tradurre testi e ottenere informazioni utilizzando la fotocamera dello smartphone.
- 2022: con Multisearch diventa possibile combinare immagini e testo nella stessa ricerca, inaugurando l’approccio multimodale.
L’intelligenza artificiale cambia la ricerca visiva
Negli ultimi anni Google ha accelerato l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella ricerca per immagini.
Nel 2024 è arrivato Circle to Search, che permette di cerchiare, evidenziare o toccare qualsiasi elemento visualizzato sullo schermo dello smartphone Android per ottenere informazioni senza uscire dall’app utilizzata. Secondo Google, la funzione è oggi disponibile su oltre 580 milioni di dispositivi Android.
Nel 2025 sono state introdotte diverse novità: Lens integrato con AI Mode, capace di analizzare l’intero contenuto di una fotografia suddividendolo in numerose sotto-query grazie alla tecnica definita “visual image fan-out”; Search Live, che consente di condividere il video in diretta della fotocamera e dialogare vocalmente con AI Mode; e i Visual Results in AI Mode, che permettono di descrivere un prodotto o un oggetto in linguaggio naturale ottenendo risultati visivi e prodotti acquistabili.
Le novità del 2026: più oggetti in una ricerca e una casella intelligente
Per il 2026 Google introduce anche due ulteriori evoluzioni della ricerca visiva.
La prima è Circle to Search Multi-Object Recognition, che sfrutta la tecnica del visual image fan-out per riconoscere e analizzare più oggetti presenti nella stessa immagine contemporaneamente, consentendo ad esempio di identificare un intero outfit o tutti gli elementi presenti in una scena.
La seconda è la nuova Intelligent Search Box, una casella di ricerca che permette di caricare una o più immagini e porre domande dettagliate direttamente nella Ricerca. L’AI Mode analizza il contenuto visivo e restituisce risposte contestualizzate, ampliando ulteriormente le possibilità offerte dalla ricerca per immagini.