La Cina fa un passo decisivo nella corsa globale all’intelligenza artificiale, presentando un sistema capace di accedere direttamente all’infrastruttura nazionale di supercomputing e condurre ricerca scientifica in completa autonomia. Lanciato il 23 dicembre, il progetto arriva a poche settimane dall’annuncio statunitense di un programma di ricerca guidato dall’AI, segnando una nuova fase nella competizione tecnologica tra le due superpotenze.
Un’AI che conduce la ricerca da sola
Il nuovo sistema, secondo quanto riportato dal South China Morning Post, può ricevere istruzioni in linguaggio naturale e portare a termine interi workflow scientifici con un coinvolgimento umano minimo. Una volta assegnato il compito, l’intelligenza artificiale suddivide il problema in fasi, assegna risorse computazionali, esegue simulazioni, analizza grandi dataset e produce report scientifici completi. A differenza degli strumenti tradizionali, il sistema si comporta come un assistente di ricerca autonomo, riducendo drasticamente i tempi: attività che prima richiedevano un’intera giornata possono ora essere portate a termine in circa un’ora.
Il cuore del progetto è SCNet, la rete nazionale di supercomputing cinese che collega oltre 30 centri in tutto il paese, permettendo di concentrare e distribuire la potenza di calcolo su richiesta. Lanciata nel 2023 e ufficialmente inaugurata ad aprile 2024 nella Binhai Hi-Tech Zone di Tianjin, SCNet integra risorse computazionali e sistemi intelligenti a livello nazionale, servendo governi, università, imprese e istituti di ricerca.
Attualmente quasi 100 workflow scientifici sono supportati, dalle scienze dei materiali alla biotecnologia fino all’intelligenza artificiale industriale, con l’obiettivo di accelerare la scoperta automatizzando i processi ripetitivi e computazionalmente intensivi.
Una rete nazionale di supercomputer al servizio dell’innovazione
L’accesso diretto dell’AI a questa infrastruttura segna il passaggio dai sistemi sperimentali a un dispiegamento su larga scala, cambiando il modo in cui viene condotta la ricerca scientifica. Qian Depei, membro dell’Accademia Cinese delle Scienze, spiega che “la scienza sta passando dal calcolo dei numeri alla scoperta guidata dall’AI. Questi agenti collegano strumenti, dati e potenza di calcolo sparsi in diversi sistemi, offrendo ai ricercatori strumenti migliori per innovare più rapidamente“.
La piattaforma si inserisce nella strategia nazionale “AI+”, lanciata ad agosto, che mira a sfruttare l’intelligenza artificiale per accelerare la scoperta scientifica e l’innovazione industriale. Tuttavia, l’uso diretto di AI su reti di supercomputer nazionali solleva anche importanti questioni di sicurezza, tra cui l’accesso a dati sensibili e informazioni classificate, con possibili rischi di intrusioni informatiche.
Come riporta Interesting Engineering, il progetto cinese si colloca in un contesto di forte rivalità con gli USA, che a novembre hanno presentato il “Genesis Mission”, programma federale per addestrare AI avanzate utilizzando supercomputer e grandi dataset governativi, con l’obiettivo di rafforzare la leadership tecnologica americana nel mondo.