Pirateria digitale, l’Italia è tra i Paesi UE con meno accessi a contenuti illegali

Streaming e contenuti televisivi dominano la pirateria digitale in UE, ma l’Italia si distingue per il tasso più basso di accessi illeciti

Redazione
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Il tema della pirateria digitale è ancora molto sentito dato che i dati evidenziano come sia ancora molto diffusa. Va detto però che, secondo un rapporto dell’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), i livelli nel 2023 non sono aumentati rispetto agli anni precedenti, rimanendo a una media di 10 accessi per utente internet.

Tendenze, contenuti e diffusione della pirateria digitale

Secondo le analisi a livello geografico in UE gli utenti che accedono meno a contenuti piratati sono gli italiani (7,3) che vengono prima di Germania (7,7), Romania (7,9), Polonia (8,3), Spagna (8,5), e Austria (8,9).

Tanti sono i contenuti che vengono piratati anche se la maggior parte riguardano i contenuti televisivi che, da soli, rappresentano la metà degli accessi a contenuti piratati da parte degli utenti internet europei (pari a circa 5 volte al mese). Per accedervi lo streaming è il metodo più comune con una tendenza al suo utilizzo in aumento fino al 10%. I contenuti televisivi vengono piratati più facilmente da desktop mentre da mobile si parla soprattutto di contenuti musicali.

Nonostante siano la maggior parte, nel mondo cinematografico la pirateria è diminuita a 0,71 accessi per utente, mentre sono aumentati i contenuti musicali (+0,64 accessi per utente), i software (con +0,88 accessi) e gli eventi sportivi in diretta (+0,56 accessi per utente). In diminuzione, invece, la pirateria digitale nel settore delle pubblicazioni (dove i manda restano comunque i contenuti più piratati).

A trainare la pirateria digitale sono soprattutto fattori come la disuguaglianza economica, la disoccupazione giovanile e la proporzione di giovani nella popolazione.

“Il panorama digitale è in continua evoluzione, così come lo sono i modelli di violazione del copyright online. Il nostro ultimo studio fa luce sulle complessità del consumo di contenuti digitali e sui fattori che alimentano la pirateria. È fondamentale affrontare le cause alla base di questi comportamenti, spesso legate alla mancanza di accesso a contenuti legali a prezzi accessibili e alla necessità di maggiore consapevolezza pubblica sulle conseguenze della pirateria”, ha commentato João Negrão, Direttore Esecutivo dell’EUIPO.

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