L’importanza dei messaggi vocali nei social network è ormai ben nota. D’altronde, proprio in questi giorni WhatsApp ha rilasciato un nuovo aggiornamento dedicato proprio a questa tipologia di messaggi. Ma ora la novità arriva dal Sud Italia. In Sicilia è nato WeVoz il social dei messaggi vocali o, come riportato anche da Ansa, il Twitter della voce.
WeVoz il nuovo social network
Il social media del 2022 è tutto Made in Italy e si chiama WeVoz. L’idea nasce da una giovane startup siciliana omonima. Il nome mette insieme la parola inglese We, ovvero noi, inteso come la community e il vocabolo spagnolo Voz, ovvero voce.
Il servizio gratuito di social network risulta innovativo per la possibilità di arricchire il proprio profilo anche attraverso l’utilizzo della voce.
Collegandosi tramite il sito si aprirà subito un’interfaccia chiara, semplice e intuitiva. Nella timeline compariranno dei brevi testi con accanto la possibilità, tramite il tasto play, di ascoltare i “voz” ovvero i messaggi vocali di breve durata. Una volta fatto partire il primo audio continueranno secondo l’ordine presente sulla home. Inoltre, WeVoz, è pensato in modo tale che si possono ascoltare gli audio anche se si stanno facendo altre attività o si è impegnati su altre finestre. Infine, per rendere ancora più semplice e veloce il suo utilizzo, il social è dotato di tecnologia “speech to text” che permette di trascrivere simultaneamente il messaggio audio.
“WeVoz è un nuovo modo di essere social, di comunicare e relazionarsi con gli altri in maniera sana senza dover restare incollato ad uno schermo. È il primo social che mette la vita dell’utente al centro dell’intero progetto e guarda alla community come obiettivo piuttosto che come strumento. A differenza di altri social, su WeVoz non è l’algoritmo ad incidere sulla viralità di un contenuto ma gli stessi utenti che premiano i voz più apprezzati. E una piattaforma unica nel panorama digital, un progetto ambizioso che nel 2022 coinvolgerà vozzer, creators, aziende e utenti di tutte le età” ha commentato uno dei fondatori Christian Di Sante.
Federico Morgantini Editore