ByteDance prepara una nuova sfida nel campo dell’intelligenza artificiale. L’azienda cinese starebbe sviluppando un modello dedicato alla generazione di video spaziali in tempo reale, con l’obiettivo di creare mondi virtuali interattivi destinati a streaming, videogiochi e produzioni audiovisive. Il progetto, secondo persone a conoscenza dei piani, è seguito personalmente dal fondatore Zhang Yiming e potrebbe arrivare già il prossimo mese, anche se tempistiche e programmi potrebbero cambiare.
ByteDance punta sui “world models”
Il nuovo modello nasce sulla base di Seedance, l’attuale tecnologia di ByteDance dedicata alla generazione di video cinematografici. L’obiettivo è fare un passo ulteriore, permettendo agli utenti di creare ambienti virtuali tridimensionali capaci di interagire in tempo reale.
Zhang Yiming starebbe coordinando le attività delle diverse divisioni dell’azienda, destinando al progetto risorse dedicate all’intelligenza artificiale e capacità di calcolo. La tecnologia dovrebbe portare ByteDance nel settore dei cosiddetti world models, modelli progettati per simulare ambienti e scenari con cui gli utenti o gli agenti artificiali possono interagire.
Si tratta di un approccio considerato importante anche per applicazioni nella robotica, nei videogiochi e nelle auto a guida autonoma. Tra le figure impegnate nell’esplorazione di questa direzione ci sono anche Fei-Fei Li e Yann LeCun.
Il modello sarà collegato ai visori Pico
Uno degli elementi centrali del progetto riguarda l’integrazione con Pico, la divisione di ByteDance dedicata ai dispositivi per la realtà estesa. Il modello dovrebbe essere in grado di generare mondi virtuali che reagiscono alla voce e ai movimenti degli utenti che utilizzano i visori Pico.
Secondo una delle fonti citate da Bloomberg, il sistema potrebbe produrre video on demand con una latenza di circa 0,05 secondi a 20 fotogrammi al secondo, oltre a fornire ambienti e interfacce destinati al calcolo spaziale.
L’idea sarebbe quella di creare un collegamento tra i modelli di intelligenza artificiale di ByteDance, le infrastrutture cloud, le piattaforme di contenuti e l’hardware Pico, trasformando il nuovo modello in un elemento capace di alimentare diverse aree dell’ecosistema dell’azienda.
Il calcolo passa dal cloud per ridurre i costi
Un altro aspetto del progetto riguarda proprio l’elaborazione dei contenuti. ByteDance punta a spostare nel cloud gran parte del lavoro computazionalmente più pesante necessario per generare gli ambienti spaziali.
In questo modo, i visori potrebbero richiedere una potenza di elaborazione inferiore. La strategia potrebbe quindi contribuire a ridurre il costo iniziale dei dispositivi e aprire la strada a hardware meno sofisticato e più economico.
La generazione rapida dei contenuti potrebbe inoltre cambiare il terreno della competizione nella realtà virtuale e spaziale: non soltanto caratteristiche tecniche dei visori, ma anche modelli AI, infrastrutture di calcolo e piattaforme per la distribuzione dei contenuti.
La sfida con Google, Meta e Apple
Il progetto inserisce ByteDance in una competizione già affollata. Anche Google sta lavorando su sistemi video capaci di simulare ambienti fisici per gli agenti AI. Il suo modello Genie permette agli utenti di interagire con un mondo generato e renderizzato in tempo reale.
Parallelamente, Meta e Apple hanno investito pesantemente nella realtà virtuale e mista. Meta punta a costruire un ecosistema di massa attorno ai visori Quest, mentre Apple ha presentato Vision Pro come piattaforma premium per il spatial computing. Entrambe, secondo la fonte, hanno però incontrato difficoltà nel portare queste tecnologie a un pubblico mainstream.
Per ByteDance, il nuovo modello rappresenterebbe quindi anche un’estensione della propria strategia nell’IA. Seedance è già diventato uno dei principali successi dell’azienda e alimenta prodotti come CapCut e Doubao, oltre a essere utilizzato da studi cinematografici indipendenti, creator e startup AI.
Intanto ByteDance sta aumentando gli investimenti nel settore: la società ha ottenuto un prestito da 30 miliardi di dollari mentre accelera l’espansione delle proprie capacità nell’intelligenza artificiale, dei data center e dell’hardware.