5 tendenze della tecnologia cloud per il 2024

Il futuro è nella tecnologia cloud, secondo Sony. Ma questo dipenderà anche da quale tendenza prevarrà

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
cloud computing

Davanti al rischio di ritrovarsi con un mercato editoriale (e non) sempre più complesso e difficile da monetizzare, la tecnologia del cloud potrebbe essere in grado di aiutare l’industria dell’informazione ad affrontare questa situazione, sia rinvigorendo i flussi di lavoro di produzione che consentendo la creazione di nuovi servizi per il pubblico.

Ma questo dipenderà da quale tendenza si imporrà nel futuro delle news.

Sony: le 5 tendenze della tecnologia cloud per il 2024

Come afferma Hitomi Hamaba, responsabile per le soluzioni news di Sony, con il cambiamento delle abitudini di fruizione delle notizie, le società editoriali sono ora più che mai sotto pressione a livello di monetizzazione. Una soluzione sarebbe quella di passare al digitale, o meglio alla tecnologia del cloud.

Da qui però si dipanano 5 possibili tendenze per il futuro della digitalizzazione.

Digitalizzazione per un approccio incentrato sulla storia

Connettività IP e cloud sono diventati fondamentali per i flussi di lavoro quotidiani, perché forniscono la scalabilità e l’accessibilità necessarie per adottare un approccio più incentrato sulla storia nella produzione di notizie. Tutto ciò infatti risponde alle abitudini di consumo multicanale del pubblico di oggi. Se prima i flussi di lavoro “mission critical” erano sì attivi 24 ore su 24 ma aggiornati raramente, oggi la flessibilità e l’efficienza offerte dalle tecnologie cloud hanno cambiato tutto.

Perché ostacoli e operazioni lunghe come la riformattazione e l’etichettatura vengono ora semplificati, in modo da rendere più facile la creazione e la distribuzione di contenuti multimediali su più canali contemporaneamente: dai canali di notizie alle piattaforme di streaming, fino ai social media e ai prodotti editoriali come i podcast.

Integrazione AI nella creazione e gestione dei contenuti 

Già abbiamo visto come molte redazioni giornalistiche stanno adottando l’AI per attività come la trascrizione, la traduzione, la cura dei contenuti e la gestione editoriale. Ovviamente facendo attenzione a tutte le responsabilità e alle domande etiche che emergono quando si tratta di utilizzarla.

Nonostante ciò, la sua diffusione dipenderà anche da una più ampia adozione del cloud. Perché con la continua crescita della domanda di strumenti a intelligenza artificiale, aumenterà anche la necessità di servizi cloud più accessibili. 

Passaggio a flussi di lavoro in cloud ibrido 

Nell’ambito della produzione di notizie, molte redazioni e società editoriali devono ancora utilizzare la loro infrastruttura on-premise. Anche se tutto ciò non preclude loro la possibilità di utilizzare il cloud. Adottando un cloud ibrido, potrebbero ottimizzare in modo significativo le risorse senza sostituire completamente l’infrastruttura legacy.

Infatti, i sistemi ibridi stanno diventando sempre più popolari grazie alla loro intrinseca flessibilità, perché offrono la scalabilità e l’efficienza del cloud con tutti gli elementi on-premises che consentono alle redazioni e alle società di mantenere i dati più sensibili e gli elementi del flusso di lavoro nelle proprie strutture fisiche.

Connettività e edge computing 

Con il giornalismo mobile e i reportage a distanza c’è sempre più enfasi sulla connettività mobile e sull’edge computing. Tralasciando il luogo dove vengono condotti i reportage (che sia in una metropoli o in un deserto remoto), saranno sempre necessarie delle connessioni affidabili e di alta qualità. Per questo motivo, le redazioni dovranno continuare ad aggiungere al loro arsenale tecnologico soluzioni come le reti private 5G e le estensioni wireless delle infrastrutture cloud.

Abilitare l’innovazione

È ovvio che con le pressioni del panorama giornalistico odierno, i produttori di notizie devono pensare a come impiegare le tecnologie cloud in modo diverso per creare una programmazione migliore. Per molti, ciò include l’utilizzo del cloud per creare flussi di lavoro live più rapidi ed efficienti. 

Ma tutto ciò è solo la punta dell’iceberg, come dimostrano i recenti test proof-of-concept intrapresi dalle organizzazioni giornalistiche o presentati in occasione di fiere ed eventi (ad esempio quelli di TV 2 Denmark, sviluppati nell’ambito del programma IBC Accelerator). Alla fine, queste tendenze riflettono un panorama in evoluzione, guidato comunque dalla necessità di agilità, efficienza e adattabilità in un ambiente digital-first.

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