Anche la BBC punta sull’intelligenza artificiale

Anche la BBC, la prima emittente britannica, sta valutando seriamente di introdurre l’intelligenza artificiale nella sua redazione

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

L’editoria diventa sempre più AI, e a confermarlo è anche la British Broadcasting Corporation, la BBC. Di recente la prima emittente britannica si è impegnata nella creazione dei propri modelli di intelligenza artificiale, e sta anche esaminando la possibilità di concedere l’accesso ai suoi vasti archivi alle principali aziende tecnologiche impegnate nello sviluppo di tecnologie all’avanguardia.

Praticamente la BBC sta facendo l’opposto di quanto sta invece proponendo il New York Times, ovvero di limitare l’accesso dell’intelligenza artificiale al mondo dell’editoria.

La BCC entra nel mondo dell’intelligenza artificiale

Riporta il Financial Times, secondo fonti a conoscenza delle trattative in corso, l’emittente britannica intende sfruttare il proprio patrimonio giornalistico accumulato in decenni per “addestrare” un modello generativo di intelligenza artificiale.

L’obiettivo è quello di produrre rapidamente testi, audio e codice, con potenziali applicazioni interne, come strumenti di supporto alla produzione di contenuti giornalistici.

Parallelamente, la BBC sta esplorando la possibilità di stipulare accordi separati con aziende tecnologiche di spicco, tra cui Amazon, per consentire l’utilizzo dei suoi contenuti nell’addestramento di modelli “fondamentali” di intelligenza artificiale. Indubbio il fatto che l’eventuale cessione dell’accesso agli archivi della BBC potrebbe rappresentare un’opportunità redditizia.

La BBC sta valutando attentamente questa possibilità, considerando il vasto archivio di risorse audio, video e testuali accumulato in quasi 80 anni di attività. Una risorsa preziosa per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale, grazie alla loro relativa neutralità politica. Tuttavia, sottolinea il Financial Times, vi è la preoccupazione che l’addestramento su dati influenzati da pregiudizi possa compromettere l’obiettività dei modelli risultanti.

L’editoria sempre più AI

Non è il primo caso, né sarà l’ultimo di una grande emittente che si interessa all’intelligenza artificiale. Editori internazionali come Axel Springer (Bild, Die Welt…) e Le Monde che hanno siglato accordi multimilionari con OpenAI per utilizzare il loro giornalismo nell’addestramento di modelli di intelligenza artificiale. Allo stesso modo, riporta il Financial Times, aziende come Thomson Reuters hanno stretto numerosi accordi simili con sviluppatori nel campo dell’intelligenza artificiale.

Ma comunque sia, la BBC teme che molte aziende nel campo dell’intelligenza artificiale stiano già utilizzando i suoi materiali per addestrare i propri modelli. Gran parte dei contenuti della BBC è disponibile gratuitamente online, il che rende difficile il controllo sull’uso che ne viene fatto.

Per questo la BBC vuole sempre garantire che ogni pubblicazione rimanga soggetta a un controllo umano attivo. Ad esempio, la tecnologia potrebbe essere utilizzata per suggerire titoli di articoli, ma la decisione finale spetterà sempre all’editore o al giornalista.

Rispondendo alle preoccupazioni sollevate su un potenziale utilizzo commerciale dei suoi archivi, la BBC ha dichiarato di non avere al momento accordi con alcuna organizzazione per l’utilizzo commerciale. Ma sta esaminando attentamente le implicazioni di tale possibilità, e sta valutando le strategie per affrontare queste questioni.

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