Riconoscimento facciale con l’AI: la normative Ue e il freno dell’Italia

L’AI Act che regolamenta anche l’identificazione biometrica torna al centro dei tavoli Ue, e in Italia se ne bandisce l’uso

Anna Vittoria Magagna
riconoscimento facciale

Prosegue l’iter europeo di approvazione della legge sull’Intelligenza Artificiale, nota con il nome di AI Act, il cui scopo è garantire che i sistemi di AI immessi sul mercato dell’Ue e utilizzati nell’Unione siano sicuri e rispettino il diritto vigente in materia di diritti fondamentali e valori dell’Unione. Sotto lente di ingrandimento la liceità del riconoscimento facciale.

L’AI Act sui tavoli Ue

I ministri dell’Ue hanno dato il via libera all’AI Act che, come la normativa Gdpr, potrebbe essere adottata come standard globale. Secondo quanto riporta oggi Ansa, la proposta di regolamentare l’Intelligenza Artificiale presentata dalla Commissione europea nell’aprile 2021 sarà negoziata presto per arrivare all’accordo finale.

Massima attenzione sull’uso del riconoscimento facciale nel disegno di legge. Come sottolinea infatti il Consiglio europeo nella nota ufficiale, per quanto riguarda il divieto dell’uso di sistemi di identificazione biometrica remota “in tempo reale” in spazi accessibili al pubblico da parte delle autorità di contrasto, il testo chiarisce gli obiettivi in ​​cui tale uso è strettamente necessario ai fini dell’applicazione della legge e per i quali le autorità di contrasto dovrebbero pertanto essere eccezionalmente autorizzati a utilizzare tali sistemi. Si tratta di casi in cui c’è di mezzo la sicurezza nazionale, la difesa e gli scopi militari. Esclusi questi casi dunque, in generale, qualora gli enti pubblici dovessero adottare in luoghi aperti a tutti questa tipologia di sistemi AI definiti “ad alto rischio” saranno obbligati a registrarsi nell’apposita banca dati dell’Ue.

«L’intelligenza artificiale è una tecnologia moderna, recente, complessa e in rapida evoluzione. I suoi contorni sono fluidi, e questa legislazione mette l’Europa all’avanguardia e garantisce la protezione della salute dei cittadini, la sicurezza di tutti e il rispetto dei diritti fondamentali», ha osservato il Commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton.

Per saperne di più: Intelligenza Artificiale, cos’è e come funziona. Tutto sulla AI

Anche l’Italia ha messo un freno al riconoscimento facciale

Come riportato da Reuters, anche l’Italia circa un mese fa ha voluto mettere un freno all’uso non adeguatamente regolamentato del riconoscimento facciale dopo che l’Agenzia per la protezione dei dati ha ripreso il Comune di Lecce che ne aveva avviato la sperimentazione.

Nel dettaglio il Comune di Lecce aveva affermato che avrebbe iniziato a utilizzare una tecnologia basata sul riconoscimento facciale; l’ente ha ricevuto così l’ordine da parte dell’organismo di vigilanza di fornire una descrizione dei sistemi adottati, il loro scopo e la base giuridica, e un elenco delle banche dati a cui accedono i suoi dispositivi di monitoraggio.

I sistemi di riconoscimento facciale che utilizzano dati biometrici non saranno consentiti fino all’adozione di una legge specifica, ha dichiarato il Garante della privacy. Le uniche eccezioni ammesse sono per indagini giudiziarie o nella lotta contro il crimine.

Federico Morgantini Editore