Nel mondo crypto si infuria lo scontro tra Ethereum e Solana, in particolare di Anatoly Yakovenko e di alcune pesanti accuse mosse 2 giorni fa su X-Twitter.
Le accuse si legano principalmente al concetto di centralizzazione dei validatori della chain di Vitalik Buterin: i requisiti di accesso risultano limitanti per le classi meno abbienti. Una specie di lotta di classe, tra Solana ed Ethereum.
I validatori di Ethereum devono essere ricchi
Come riportato da Cryptonomist, pochi giorni fa Anatoly Yakovenko, fondatore della crypto Solana, ha criticato fortemente Ethereum su X-Twitter in merito ad una presunta formazione gerarchica che va ad avvantaggiare la classe borghese medio-alta a discapito delle masse lavoratrici.
In particolar modo, cita il caso dei validatori, ovvero le entità virtuale che, come cita il sito di Ethereum, “vivono sulla Beacon Chain, rappresentato da un saldo, una chiave pubblica e altre proprietà, e partecipa al consenso della rete Ethereum“.
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Per entrare a far parte del gruppo di validatori in maniera autonoma è infatti necessario avere almeno 32 ETH, ovvero circa 53 mila dollari al tasso di cambio attuale. E dato che ci sono solo 126mila indirizzi aventi 31 ETH, su 245,9 milioni di indirizzi univoci sulla rete, in pratica solo lo 0,05% di tutti gli indirizzi può partecipare alla validazione dei blocchi del network.
Una barriera di accesso per i più poveri?
Di contro, quando si parla di Ethereum si parla di una chain per ricchi, con costi di commissione di gran lunga superiori rispetto agli attuali competitor. Non che manchino le alternative, anche se solo allo staking di Ethereum: ci sono servizi di terze parti come Lido, Rocket Pool, Frax e Stakewise, e con requisiti minimi sono più abbordabili
È ovvio che le dure parole del fondatore di Solana rendono il rapporto di competizione che dura ormai da anni ancora più aspro. Anche se il fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, non ha mai mostrato rivalità nei confronti di Solana, arrivando addirittura a complimentarsi.
Anche se parliamo comunque di una rete, quella di Ethereum, tra le più utilizzate in ogni campo: dal numero di indirizzi attivi al volume mosso on-chain fino a passare per il numero di dApp. E in un mondo sempre più aperto alle NFT. Nel mese di settembre 2023 conta 12,65 milionic contro i 6,13 milioni di Solana, oltre che al triplo del volume on-chain generato.