Era dicembre 2022 quando l’AI ChatGPT è stata rilasciata da OpenAI. E nessuno avrebbe mai creduto che in un anno un programma del genere avrebbe praticamente cambiato le vite di tutti noi, aziende comprese.
Ma se l’AI sta riuscendo a cambiare il nostro presente, ancora bisogna capire se potrà a sua volta cambiare il futuro, e non solo quello tecnologico.
ChatGPT compie un anno: la rivoluzione silente dell’AI
Nessuno, né i concorrenti di OpenAI, né il pubblico che utilizza la tecnologia, nemmeno i creatori della piattaforma, pensava che ChatGPT sarebbe diventata la tecnologia più velocemente consumata nella storia. Lo stesso The Verge segnala come avesse raggiunto un milione di utenti in cinque giorni, 100 milioni dopo soli due mesi, e che ora si stia avvicinando ad averne 100 milioni ogni settimana.
E così anche le stesse imprese, cresciute a ritmi assurdi. In un anno altrimenti segnato da un enorme calo degli investimenti, sembra che qualsiasi azienda dotata di “intelligenza artificiale” sia in grado di raccogliere fondi: 17,9 miliardi di dollari solo nel terzo trimestre di quest’anno, secondo Pitchbook.
Alcune venture capital del settore stanno raccogliendo ingenti fondi solo per continuare a investire denaro nell’intelligenza artificiale. Parliamo di Anthropic, che si preannuncia come uno dei concorrenti migliori e più finanziati di OpenAI, nonché di Midjourney.
Sempre più aziende credono all’intelligenza artificiale
Nel frattempo, all’estremità opposta del settore tecnologico, l’intelligenza artificiale ha consumato le più grandi aziende del pianeta. Microsoft, partner e investitore di OpenAI, ha scommesso molto su un Bing Chat, portando allo stesso tempo i suoi Copilot in Office, Windows e Azure. Google si è affrettato a lanciare Bard e la Search Generative Experience e ha integrato Duet AI sul posto di lavoro.
L’intelligenza artificiale è stata il fulcro degli annunci di Amazon quest’anno, da una nuova Alexa basata su LLM a un milione di nuovi strumenti AI per i clienti AWS. Meta ora vede l’intelligenza artificiale come una parte fondamentale del suo futuro, forse anche più del metaverso.
Persino Apple, che tra i giganti della tecnologia si è mosso in modo meno aggressivo, ha iniziato a parlare di più dei suoi sforzi nell’ambito dell’intelligenza artificiale e potrebbe avere grandi progetti per Siri in arrivo.
Ma quali sono i rischi?
Vale la pena soffermarsi qui solo per un secondo per sottolineare che, in realtà, la maggior parte di questa tecnologia non è ancora perfettamente efficiente. I grandi modelli linguistici hanno ancora oggi delle “allucinazioni”, ovvero che inventano cose. Ma son sempre, anzi ora questi casi di hallucination si stanno riducendo sempre di più.
L’intelligenza artificiale potrebbe non essere ancora pronta, ma è già migliore di quanto la maggior parte delle persone si aspettasse. Ma se l’intelligenza artificiale cambierà tutto, letteralmente tutto, potrà farlo all’interno del settore tecnologico e dell’economia che conosciamo? Probabilmente sì, anzi è quasi assodato che l’intelligenza artificiale formerà il nostro futuro come già sta formando il nostro presente.
Forse è per questo che è sottoposta a così tante cause legali. Ma le nostre attuali leggi sul copyright semplicemente non sanno affatto cosa fare con l’intelligenza artificiale. I legislatori si sono preoccupati della sicurezza dell’intelligenza artificiale, ma ancora si sta viaggiando su direzioni abbastanza generiche, soprattutto a livello di sicurezza.
Eppure c’è così tanto slancio dietro la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, e così tante aziende hanno investito profondamente nel suo futuro, che è difficile immaginare che i GPT facciano la fine degli NFT.