Addio sorveglianza: arriva Proton Authenticator

Funziona offline, è gratuito, open source e crittografato: così Proton difende i dati anche durante l’autenticazione

Redazione

A pochi giorni dal debutto del suo chatbot Lumo, Proton torna a far parlare di sé con un nuovo strumento pensato per contrastare la sorveglianza digitale. Si chiama Proton Authenticator, ed è una nuova app gratuita per l’autenticazione a due fattori (2FA), disponibile su tutti i principali sistemi operativi. L’obiettivo è semplice: offrire sicurezza reale, senza scendere a compromessi con la privacy.

Proton sfida le Big Tech con un Authenticator blindato

Rispetto alle soluzioni di Google o Microsoft, l’applicazione di Proton si distingue per il suo approccio radicalmente trasparente: niente pubblicità, codice sorgente aperto, crittografia end-to-end, sincronizzazione su tutti i dispositivi e perfino la possibilità di funzionare senza account Proton. In un contesto in cui anche i codici temporanei possono essere utilizzati per tracciare abitudini digitali, Proton sceglie di non raccogliere nulla — nemmeno i dati più elementari.

Uno degli elementi più innovativi di Proton Authenticator è la crittografia end-to-end applicata anche ai codici temporanei, quelli che di solito cambiano ogni 30 secondi. All’apparenza può sembrare un eccesso di zelo, ma c’è una logica precisa: questi codici, infatti, rivelano informazioni sul comportamento digitale dell’utente. A quali servizi si accede, quando e con quale frequenza: tutti metadati che, aggregati, possono delineare un profilo dettagliato.

Con la nuova app, Proton garantisce che nemmeno lei possa sapere quali servizi si usano o in che momento, perché i codici sono generati e custoditi localmente, e sincronizzati in modo cifrato. È una rarità in un panorama dove ogni informazione ha un prezzo.

È a tutti gli effetti un autentico baluardo contro la monetizzazione dei dati, che si aggiunge a un ecosistema in continua espansione: Proton Mail, Proton VPN, Proton Drive, Proton Calendar e ora anche l’Authenticator, senza dimenticare l’AI Lumo, progettata per non violare la riservatezza dell’utente.

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