WhatsApp sta lavorando su una funzione di ricerca immagini per combattere la disinformazione

WhatsApp continua la sua battaglia contro le fake news. Dopo la funzione per i link sospetti, la piattaforma di Meta è ora al lavoro su quella per cercare le immagini sul web

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
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La funzione di ricerca dei link sospetti non è sufficiente per combattere la disinformazione e le fake news. E WhatsApp lo sa, infatti sta sviluppando una nuova funzione che permetterà agli utenti di cercare anche le immagini condivise direttamente sul web, così da contrastare anche l’uso di immagini manipolate o decontestualizzate.

WhatsApp, in arrivo la ricerca immagini contro le fake news

Nell’ultima versione beta per Android (2.24.21.31), WhatsApp ha introdotto una funzione che consentirà di effettuare una ricerca delle immagini direttamente su Google per verificarne l’autenticità.

Questa funzione si rivela utile in un contesto digitale in cui le immagini false o fuorvianti vengono spesso utilizzate per diffondere disinformazione. Grazie a questo strumento, gli utenti avranno la possibilità di risalire alla fonte originale di un’immagine o verificarne eventuali manipolazioni.

A differenza della funzione di ricerca dei link, disponibile solo per i messaggi inoltrati frequentemente, la nuova funzionalità sarà accessibile per tutte le immagini, senza distinzioni.

Questo rappresenta un passo in avanti significativo nella lotta contro la disinformazione visiva. Perché permetterà agli utenti di esaminare qualsiasi immagine, sia che provenga da un contatto stretto, sia che sia stata inoltrata da terzi.

Come funziona la ricerca delle foto fake

Racconta il sito specialistico WABetaInfo, quando un utente decide di avviare una ricerca di un’immagine, questa verrà caricata su Google, ma non sarà mai condivisa con WhatsApp.

In questo modo, l’applicazione si limita a fornire un mezzo di verifica senza memorizzare né elaborare l’immagine o i dati ad essa collegati.

Gli utenti avranno inoltre il pieno controllo sulla decisione di avviare una ricerca, garantendo che nessuna informazione venga condivisa senza la loro esplicita autorizzazione.

Questo aspetto è particolarmente rilevante in un’epoca in cui la protezione dei dati personali è una delle principali preoccupazioni degli utenti.

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