OpenAI ha appena chiuso un nuovo accordo con un’importante casa editrice per poter utilizzare i contenuti presenti sulle varie testate non solo per allenare il suo chatbot ma anche per far comparire tali contenuti nel nuovo motore di ricerca SearchGPT. Ecco l’accordo con Condé Nast.
L’accordo tra OpenAI e Condé Nast
“Sono lieto di annunciarvi che stiamo avviando una partnership pluriennale con OpenAI per ampliare la portata dei contenuti di Condé Nast. Come tutti sappiamo, l’intelligenza artificiale generativa sta cambiando rapidamente il modo in cui il pubblico scopre le informazioni. È fondamentale incontrare il pubblico dove si trova e abbracciare le nuove tecnologie, garantendo al contempo un’attribuzione e una compensazione adeguate per l’uso della nostra proprietà intellettuale. Questo è esattamente ciò che abbiamo scoperto con OpenAI”, si legge in una nota ufficiale della casa editrice.
I termini dell’accordo non sono stati ancora resi noti nello specifico, anche se nella nota dell’editore (proprietario di testate storiche come The New Yorker, Vogue e Wired) si evince che la partnership pluriennale appena siglata comporterà un pagamento da parte di OpenAI (in qualche forma).
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“Questa partnership riconosce che i contenuti eccezionali prodotti da Condé Nast e dai nostri numerosi titoli non possono essere sostituiti, e rappresenta un passo avanti per garantire che il nostro futuro basato sulla tecnologia sia creato in modo responsabile. È solo l’inizio, e continueremo ciò che abbiamo iniziato a Washington all’inizio di quest’anno: la lotta per accordi equi e partnership in tutto il settore finché tutte le entità che sviluppano e distribuiscono intelligenza artificiale non prenderanno sul serio, come ha fatto OpenAI, i diritti degli editori”, ha concluso Condé Nast.
Condé Nast è solo l’ultimo editore a stringere un accordo con OpenAI sulle modalità in cui i propri lavori editoriali vengano evidenziati e utilizzati dai/nei prodotti di OpenAI. Tra gli altri partner editoriali della startup di intelligenza artificiale ci sono Associated Press, Axel Springer, The Atlantic, Financial Times, News Corp e Time.