Neuralink, il chip è stato impiantato nel cervello di un secondo paziente

Dopo mesi dall’autorizzazione, il chip di Neuralink è ora dentro il cervello di un secondo paziente. Ecco cosa sappiamo

Redazione

Neuralink sta compiendo passi significativi nel campo delle interfacce neurali. Dopo i risultati ottenuti con il primo paziente Nolan Arbaugh, recentemente la startup fondata da Elon Musk ha impiantato il suo chip cerebrale, destinato ad aiutare i pazienti paralizzati a interagire con dispositivi digitali utilizzando solo il pensiero, in un secondo paziente.

Il chip Neuralink passa a un secondo paziente

Durante un lungo podcast con Lex Fridman, riferisce Reuters, Elon Musk ha rivelato che Neuralink ha impiantato con successo il suo dispositivo in un secondo paziente, due mesi dopo l’annuncio dell’autorizzazione.

Questo nuovo paziente, di cui si sa (al momento) che è affetto da una lesione spinale simile a quella del primo paziente, ha ora 400 dei 1.024 elettrodi dell’impianto attivi, che gli consentono una comunicazione efficace tra il cervello e i dispositivi digitali. Riferisce Reuters, Musk ha sottolineato che l’intervento sembra essere andato molto bene, anche se ulteriori dettagli verranno condivisi in futuro.

Continua il progetto Neuralink

Per chi non se lo ricordasse, il dispositivo di Neuralink è composto da filamenti sottilissimi, più sottili di un capello umano, che vengono inseriti nel cervello attraverso un robot chirurgico. Questi filamenti sono in grado di rilevare l’attività elettrica del cervello e trasformarla in comandi per il computer, permettendo al paziente attività come:

Il tutto semplicemente pensando. Il progetto di Neuralink non si limita a fornire assistenza ai pazienti con disabilità motorie, ma mira a esplorare ulteriori applicazioni delle interfacce neurali, con l’obiettivo di migliorare la comunicazione uomo-macchina.

L’esperienza del primo paziente

Nolan Arbaugh, il primo paziente a ricevere l’impianto Neuralink, ha condiviso la sua esperienza durante lo stesso podcast. Prima dell’impianto, Arbaugh utilizzava un bastoncino in bocca per interagire con un tablet, ma ora può semplicemente pensare a ciò che desidera fare e il dispositivo lo esegue.

Nonostante alcuni iniziali problemi tecnici, come il malfunzionamento di alcuni filamenti, Neuralink è riuscita a migliorare le prestazioni del dispositivo, consentendo ad Arbaugh di raggiungere un nuovo record per la velocità di controllo del cursore tramite il pensiero.

Oltre a questi due pazienti, Neuralink prevede di impiantare il dispositivo in altri otto pazienti entro la fine dell’anno.

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