OpenAI cresce e, dopo i chatbot, entra ufficialmente nel mondo dei motori di ricerca dichiarando guerra a Google. Ecco SearchGPT.
Come funziona SearchGPT
Il motore di ricerca inizia con una grande casella di testo che chiede all’utente “Cosa stai cercando?” Ma anziché restituire un semplice elenco di link, SearchGPT cerca di organizzarli e dar loro un senso. In un esempio di OpenAI, il motore di ricerca riassume le sue scoperte sui festival musicali e poi presenta brevi descrizioni degli eventi seguite da un link di attribuzione.
In un altro esempio, spiega quando piantare i pomodori prima di scomporre le diverse varietà della pianta. Dopo che i risultati sono apparsi, puoi fare domande di follow-up o cliccare sulla barra laterale per aprire altri link pertinenti. C’è anche una funzionalità chiamata “risposte visive”, della quale però, per ora, non si sa ancora nulla.
Attualmente, infatti, SearchGPT è solo un prototipo alimentato dalla famiglia di modelli GPT-4 e sarà accessibile solo a 10.000 utenti di prova al momento del lancio. Stando a quanto si apprende il motore di ricerca fornisce le risposte grazie a partner terzi che usano feed di contenuti diretti per creare i suoi risultati di ricerca. In futuro le funzionalità di ricerca, invece, saranno integrate direttamente su ChatGPT.
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Viste le numerose diatribe che OpenAI ha avuto con diversi editori, non poteva certo non citarli nell’annuncio del lancio di questa novità. Come si legge sul blog ufficiale dell’azienda, infatti, OpenAI ha detto “ci impegniamo per un ecosistema fiorente di editori e creatori. Speriamo di aiutare gli utenti a scoprire siti ed esperienze degli editori, offrendo al contempo più scelta alla ricerca. Per decenni, la ricerca è stata un modo fondamentale per editori e creatori di raggiungere gli utenti. Ora, stiamo utilizzando l’intelligenza artificiale per migliorare questa esperienza evidenziando contenuti di alta qualità in un’interfaccia conversazionale con molteplici opportunità per gli utenti di interagire”.
Il motore di ricerca, infatti, sembra essere progettato per aiutare gli utenti a entrare in contatto con gli editori citandoli e collegandoli in modo evidente nelle ricerche. Le risposte hanno attribuzioni e link chiari, in linea e denominati, in modo che gli utenti sappiano da dove provengono le informazioni e possano interagire rapidamente con ancora più risultati in una barra laterale con link di origine.
Inoltre saranno gli stessi editori che potranno gestire il modo in cui appaiono su SearchGPT.