Giochi Olimpici di Parigi, ai posti di partenza anche i cybercriminali

Non solo atleti: anche i cybercriminali sono pronti a vincere i Giochi Olimpici di Parigi. Peccato che in palio ci sia la sicurezza stessa dell’evento

Redazione

Con il via ai Giochi Olimpici di Parigi torna un importante appuntamento non solo per gli appassionati di sport, ma anche per i cybercriminali, che vedono nelle Olimpiadi un’occasione d’oro per compiere ogni genere di danno contro infrastrutture e servizi. Proprio in merito a questo importante evento, la società di cybersecurity Check Point ha voluto analizzare il fenomeno dell’hacking, scoprendo, purtroppo, che anche questa edizione non sarà esente da rischi.

Cybercriminali all’attacco dei Giochi Olimpici di Parigi

Oltre a essere il punto più alto per lo sport e l’unità dei popoli, oggi i Giochi Olimpici sono anche un campo di battaglia nel panorama in continua evoluzione della sicurezza informatica.

Negli ultimi anni, le minacce informatiche sui Giochi si sono fatte sempre più importanti. Gli stessi cybercriminali hanno cominciato ad adottare tattiche sempre più sofisticate per interrompere e minare l’integrità dell’evento, colpendo servizi essenziali come ad esempio i sistemi di biglietteria e le app per gli eventi, o addirittura infrastrutture come i sistemi di gestione del traffico e le reti di approvvigionamento energetico.

Anche la stessa Francia è stata spesso bersaglio di questi attacchi, soprattutto da parte di gruppi di hacktivisti. Per questo, ancor prima della partenza delle Olimpiadi di Parigi, gli organizzatori si sono posti l’obiettivo di salvaguardare fin da subito i Giochi da tutte queste minacce informatiche. Almeno per non rischiare di finire come la Corea del Sud nel 2018.

I casi delle Olimpiadi del 2018 e del 2020

Nel corso degli ultimi anni non sono mancati episodi di vulnerabilità agli attacchi informatici: basti pensare a quello delle Olimpiadi invernali del 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud.

Durante la cerimonia di apertura, un malware soprannominato “Olympic Destroyer” ha creato scompiglio nelle infrastrutture informatiche, causando un’interruzione diffusa delle reti Wi-Fi nei dispositivi connessi a Internet e nei canali di comunicazione ufficiali.

In risposta all’incidente di Pyeongchang, le misure di sicurezza informatica per le Olimpiadi successive sono state notevolmente rafforzate. Già con i Giochi di Tokyo 2020 (rinviati al 2021 a causa della pandemia COVID-19), gli organizzatori hanno voluto implementare solidi meccanismi di difesa contro le minacce informatiche, collaborando con esperti di sicurezza informatica e con le forze dell’ordine per identificare e mitigare preventivamente le potenziali minacce.

Una scelta molto saggia, visto che, stando all’analisi di Check Point Research, durante le Olimpiadi di Tokyo c’è stato un aumento vertiginoso degli attacchi informatici, stimati attorno ai 4,4 miliardi di attacchi.

Le misure adottate per l’edizione di Parigi

Davanti a questi precedenti, il Comitato organizzatore delle Olimpiadi di Parigi (in collaborazione con il Comitato Olimpico Internazionale e con varie agenzie di sicurezza) non ha voluto lasciare nulla al caso, puntando tutto sull’adozione di un approccio multiforme che comprenda misure di sicurezza fisica, cyber-fisica e informatica.

Si veda ad esempio il Centro di sorveglianza delle operazioni informatiche fornito da DataDome, predisposto appositamente per monitorare e difendere l’evento dagli oltre 3,5 miliardi di attacchi previsti durante i Giochi. E così le varie misure di sicurezza adottate per infrastrutture quali stadi, sedi e villaggi degli atleti: tutte rafforzate con protocolli di sicurezza avanzati.

Sul piano prettamente “fisico”, sono da menzionare anche i vari “strati concentrici” di sicurezza. Posti attorno ai Giochi di Parigi, si estendono dalla periferia di Parigi fino al cuore della città, comprendendo anche l’aeroporto Charles de Gaulle e i servizi di trasporto pubblici.

Con tutto questo schieramento fisico e cyber disposto dalle autorità, le Olimpiadi di Parigi sono a tutti gli effetti una testimonianza della resilienza e dell’adattabilità delle moderne pratiche di sicurezza. Sfruttando tecnologie innovative, partnership strategiche e vigilanza collettiva, gli organizzatori sono pronti a difendere i Giochi dagli avversari informatici e a sostenere lo spirito di unità e sportività che caratterizza il movimento olimpico.

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