EarthCare, il satellite che analizza il cambiamento climatico

Con EarthCare gli scienziati potranno migliorare i modelli climatici esistenti, così da avere previsioni più accurate sul cambiamento climatico

Redazione

Lanciato oggi dalla base di Vanderberg, EarthCare rappresenta un significativo passo avanti nella nostra capacità di monitorare e comprendere il clima terrestre. Forte della collaborazione tra ESA, JAXA e partner internazionali (inclusa l’Italia), EarthCare permetterà di comprendere al meglio l’evoluzione del cambiamento climatico, così da aiutarci a plasmare un futuro più sostenibile e informato, e a contrastare le sfide climatiche del XXI secolo.

EarthCare va nello spazio

Con il suo lancio dalla base californiana di Vandenberg tramite un razzo Falcon 9, il satellite EarthCare (Earth Cloud Aerosol and Radiation Explorer) diventa ufficialmente una delle missioni di osservazione della Terra più avanzate e complesse mai realizzate.

Frutto della collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), EarthCare ha l’obiettivo di raccogliere dati cruciali su nuvole e aerosol per migliorare la nostra comprensione dei cambiamenti climatici.

Riporta RAI News, l’Italia ha giocato un ruolo significativo nella missione EarthCare, contribuendo con competenze scientifiche e tecniche avanzate. La stessa Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha collaborato strettamente con l’ESA, fornendo supporto finanziario e gestionale al progetto.

Inoltre, aziende italiane come Leonardo hanno fornito componenti chiave per gli strumenti del satellite, come:

  • il radar Cloud Profiling (CPR), che fornirà dati dettagliati sui profili verticali delle nuvole e sugli aerosol, cruciali per lo studio dei cambiamenti climatici;
  • il trasmettitore laser integrato nello strumento ATLID (Atmospheric Lidar), in grado di osservare particelle nell’atmosfera molto piccole, di dimensioni inferiori un millesimo di un millimetro (30 volte più piccole dello spessore di un capello).

Sotto la lente il cambiamento climatico

Tra gli obiettivi principali di EarthCare vi è la raccolta di dati dettagliati sulla distribuzione verticale delle nuvole e degli aerosol, nonché sulle loro proprietà microfisiche e ottiche. Ma perché le nuvole? Perché svolgono un ruolo cruciale nel sistema climatico terrestre riflettendo la luce solare nello spazio, noto come effetto albedo, e intrappolando il calore irradiato dalla superficie terrestre, parte dell’effetto serra.

Studiarle non è nemmeno facile. Se alte e sottili, le nuvole tendono ora a riscaldare l’atmosfera perché può passare un’elevata percentuale di energia proveniente dal Sole. Ma al tempo stesso sono anche efficienti nell’intrappolare il calore irradiato dalla superficie terrestre. E così le nuvole basse e spesse tendono ad avere un effetto rinfrescante poiché riflettono un’elevata percentuale della luce solare in arrivo nello spazio.

Attraverso i dati raccolti, EarthCare permetterà di studiare come l’energia solare entra nell’atmosfera terrestre, come viene assorbita, riflessa e riemessa. E di contribuire a migliorare i modelli climatici esistenti, rendendo possibili previsioni più accurate sul cambiamento climatico e sui suoi impatti sul pianeta.

Questa missione non solo approfondirà la nostra comprensione delle interazioni tra nuvole, aerosol e radiazione, ma fornirà anche informazioni vitali per le politiche ambientali e le strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici.

Il lancio di EarthCare segna pertanto un’importante pietra miliare nella collaborazione internazionale per l’osservazione della Terra e il monitoraggio climatico. Grazie a questa missione, gli scienziati avranno accesso a dati di qualità senza precedenti che aiuteranno a rispondere a domande critiche riguardanti il nostro ambiente e a sviluppare strategie per affrontare le sfide climatiche future .

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