Una startup italiana, Energy Dome, sta sviluppando una soluzione innovativa per affrontare la questione dell’emissione di CO2 dagli impianti industriali.
Oltre a volerla catturare, l’obiettivo dell’azienda è quello di sfruttarla per produrre energia elettrica, attraverso la resa in CO2 Battery, che potenziano il processo di immagazzinamento dell’energia solare ed eolica.
Energy Dome, la startup che sfrutta le emissioni CO2
Presentata precedentemente tra le 9 startup sostenute da NEVA SGR, l’idea alla base di Energy Dome è quella di rendere gli impianti industriali più sostenibili, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. La startup si pone come obiettivo quello di fornire una soluzione efficace per la riduzione delle emissioni di CO2, consentendo alle aziende di continuare la propria attività in modo responsabile dal punto di vista ambientale.
Al tempo stesso, vuole sfruttare la CO2 per catturare in batterie l’energia solare ed eolica. Un progetto notevole, che ha già portato l’azienda di Claudio Spadacini, fondatore di Energy Dome, a tenere in programma la costruzione di sei nuovi impianti entro la fine del 2024, con un valore di 40 milioni di dollari ciascuno.
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Grazie agli accordi con la 360 Capital (società di venture capital con sede a Milano), che ha accettato di guidare il round di finanziamento Serie A, ha avuto modo Energy Dome di accedere a nuove opportunità di sviluppo. E col supporto finanziario da parte di Cdp (Cassa depositi e prestiti), alla fine è riuscita a sottoscrivere un contratto da 40 milioni di dollari con Lion Energy, una delle principali utility negli Stati Uniti.
Come funziona l’impianto dell’azienda
La tecnologia CO2 Battery, sviluppata da Energy Dome, offre numerosi vantaggi rispetto alle soluzioni tradizionali di cattura della CO2. Il sistema funziona secondo un circuito chiuso, senza emissioni in atmosfera, a costi competitivi e performance mai raggiunte. Questo permette di potenziare l’utilizzo delle energie rinnovabili, riducendo la dipendenza da combustibili fossili.
Per l’azienda tutto questo si traduce in un significativo risparmio di costi poiché l’azienda può sfruttare la catena di approvvigionamento già esistente, acquistando i componenti necessari come compressori e scambiatori di calore senza dover investire ingenti somme in nuove fabbriche.
Inoltre, la tecnologia di Energy Dome non dipende da materiali o ambienti specifici come per le batterie a litio, evitando così la vulnerabilità legata a paesi geopoliticamente instabili che potrebbero cambiare le loro politiche da un giorno all’altro.