Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale generativa entra sempre più nei processi amministrativi del Dipartimento della Difesa. Il Pentagono ha infatti iniziato a utilizzare strumenti basati sull’AI per scrivere alcuni dei report obbligatori destinati al Congresso, documenti che ogni anno richiedono un enorme lavoro di raccolta, analisi e revisione.
Secondo i vertici del dipartimento, la tecnologia consente di ridurre drasticamente i tempi necessari per completare queste attività. Parallelamente, il Pentagono sostiene che circa 1,5 milioni di membri del personale stiano già utilizzando strumenti di intelligenza artificiale generativa attraverso le piattaforme messe a disposizione internamente.
L’intelligenza artificiale generativa entra nelle procedure del Pentagono
A illustrare il nuovo approccio è stato Emil Michael, Chief Technology Officer del Dipartimento della Difesa, durante un evento organizzato dall’Hudson Institute a Washington. Il dirigente ha indicato proprio i report generati dall’AI per il Congresso come uno degli esempi più evidenti dell’adozione della tecnologia all’interno dell’apparato militare statunitense.
Dal dicembre 2025 il Pentagono ha reso disponibili strumenti di AI generativa, a partire da Google Gemini for Government, attraverso la piattaforma proprietaria GenAI.mil, accessibile al personale delle sei forze armate.
Michael ha spiegato che un documento che normalmente avrebbe richiesto circa 200 ore di lavoro umano può essere preparato dall’intelligenza artificiale in poche ore, lasciando poi agli operatori il compito di verificare e perfezionare il risultato.
Un caso simile è stato raccontato anche da Jacob Glassman, vice assistente segretario alla Difesa per la ricerca scientifica e tecnologica. Secondo quanto riportato, un team con poco personale incaricato di realizzare un rapporto richiesto dal Congresso avrebbe utilizzato GenAI.mil, definendo successivamente il documento prodotto come “il miglior rapporto scritto negli ultimi cinque anni”.
La corsa dell’AI nei documenti ufficiali e nella burocrazia militare
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale arriva in un contesto caratterizzato da una crescente complessità burocratica. Il Pentagono deve infatti gestire un numero sempre maggiore di report richiesti dal Congresso: secondo dati del Government Accountability Office, i documenti obbligatori sono passati da poco più di 500 nel 2000 a oltre 1.400 nel 2020.
La procedura tradizionale è particolarmente lunga. Gli uffici incaricati devono analizzare le nuove normative sulla difesa quasi riga per riga per individuare gli obblighi di rendicontazione, assegnando poi ogni documento ai team competenti. Un processo che può richiedere da tre a sei mesi prima ancora dell’inizio della stesura.
L’adozione dell’AI punta quindi a semplificare questa fase, velocizzando la preparazione dei testi e riducendo il carico amministrativo. Oltre ai report destinati al Congresso, i militari starebbero già utilizzando strumenti generativi anche per valutazioni del personale, citazioni per medaglie e documenti di consulenza interna.
Il numero degli utenti è cresciuto rapidamente: dagli appena 80.000 utilizzatori nel dicembre 2025, il Pentagono dichiara di essere arrivato a 1,5 milioni di persone nel giugno 2026, su una forza lavoro complessiva di circa 3,5 milioni di dipendenti.
I rischi dell’AI generativa nei documenti della Difesa americana
Nonostante l’entusiasmo dei vertici militari, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei documenti ufficiali solleva anche diversi interrogativi. Il principale riguarda la necessità di una verifica umana costante, soprattutto quando i report hanno il compito di garantire il controllo del Congresso sulle attività della Difesa e sull’utilizzo dei fondi pubblici.
Altri settori hanno già sperimentato i problemi legati a testi generati automaticamente senza adeguati controlli. Un esempio recente riguarda la società di consulenza KPMG, che ha dovuto ritirare un rapporto sull’AI dopo la scoperta di numerosi errori e informazioni inesatte generate dai sistemi utilizzati.
Il Pentagono non ha chiarito nel dettaglio quali procedure siano state introdotte per verificare la precisione dei documenti prodotti dall’intelligenza artificiale. La questione assume particolare rilevanza considerando che per il bilancio della Difesa 2027 è stato richiesto un finanziamento record da 1.500 miliardi di dollari.
Nel frattempo, il governo americano continua ad ampliare gli accordi con le principali aziende tecnologiche. Nel 2025 diverse società hanno firmato intese con la General Services Administration per fornire strumenti AI alle agenzie federali a prezzi ridotti. Inoltre, il Dipartimento della Difesa ha annunciato nuovi accordi con otto aziende di primo piano, tra cui OpenAI, Google, Microsoft, Nvidia, Amazon Web Services e Oracle, per integrare ulteriori sistemi di intelligenza artificiale nelle reti militari classificate.
Fonte: Ars Technica