Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
La carenza globale di memoria sta costringendo i produttori di smartphone e laptop, soprattutto quelli di dimensioni più ridotte, a cambiare strategie. Il problema non riguarda più soltanto l’aumento dei prezzi dei chip, ma soprattutto la difficoltà di reperire abbastanza memoria per sostenere la produzione. Secondo quanto riportato da Reuters e ripreso da Tom’s Hardware, alcune aziende stanno modificando la progettazione dei dispositivi, mentre altre effettuano ordini con mesi di anticipo. C’è anche chi deve testare ogni lotto di chip ricevuto per verificare che non si tratti di componenti ricondizionati o contraffatti.
Il peso crescente della carenza di memoria
La situazione è particolarmente complessa per gli smartphone e i laptop economici, nei quali il costo della memoria rappresenta una quota significativa del prezzo complessivo del dispositivo. Raymond van Eck, CEO di Fairphone, ha spiegato che la memoria può arrivare a rappresentare quasi il 60% della distinta dei materiali per smartphone dal prezzo di circa 400 dollari.
Il dato evidenzia quanto la crisi possa incidere sui produttori più piccoli, che hanno meno margine per assorbire aumenti e difficoltà di approvvigionamento. Secondo le dichiarazioni riportate nell’articolo, inoltre, il problema potrebbe protrarsi ancora a lungo: a luglio Kwak Noh-jung, CEO di SK Hynix, aveva indicato il 2027 come il “peggior anno” della carenza, prevedendo che la situazione possa durare fino al 2030.
A rendere ancora più delicato lo scenario contribuiscono le prospettive negative per il mercato degli smartphone. Counterpoint Research prevede infatti per quest’anno un calo del 13,9% delle spedizioni globali, a 1,08 miliardi di unità, il maggiore declino annuale mai registrato.
Riprogettazione delle schede madri e strategie di acquisto
Per affrontare la scarsità, alcuni produttori stanno intervenendo direttamente sulla progettazione dell’hardware. È il caso di Jolla, azienda finlandese che ha sviluppato due versioni della scheda madre dei propri dispositivi. Questa soluzione permette di utilizzare configurazioni differenti a seconda della disponibilità dei componenti.
L’obiettivo è avere maggiore flessibilità quando determinati chip non sono facilmente reperibili. Per le aziende più piccole, infatti, poter modificare rapidamente la combinazione dei componenti può diventare fondamentale per evitare blocchi nella produzione.
Anche le strategie di acquisto stanno cambiando. Framework, produttore di laptop modulari, ha iniziato a effettuare ordini non cancellabili con largo anticipo, anche senza conoscere ancora il prezzo definitivo o il quantitativo esatto che verrà consegnato.
Il rischio di chip contraffatti nella filiera
La difficoltà nel reperire memoria sta creando anche un problema meno evidente ma particolarmente delicato: la necessità di verificare l’autenticità dei componenti.
Jolla ha spiegato di testare campioni provenienti da ogni lotto ricevuto, così da assicurarsi che la memoria acquistata sia effettivamente nuova e non venga venduta come hardware ricondizionato. In un mercato caratterizzato da disponibilità limitata, il ricorso a canali di approvvigionamento differenti rende quindi ancora più importanti i controlli sui componenti.
Per i produttori, il problema non è dunque soltanto riuscire a trovare i chip necessari, ma anche verificare che quelli acquistati rispettino le caratteristiche dichiarate.
Memoria ai massimi storici nei costi dei materiali
Il caso Fairphone mostra quanto il fenomeno possa incidere sui costi di produzione. Se la memoria arriva a rappresentare quasi il 60% della distinta dei materiali di uno smartphone da circa 400 dollari, le variazioni del prezzo dei chip possono avere conseguenze molto rilevanti.
La situazione appare particolarmente difficile per i dispositivi orientati alla fascia economica, dove la memoria costituisce una parte maggiore del costo complessivo. Per queste aziende, quindi, pagare semplicemente di più non è sempre una soluzione sufficiente: in alcuni casi il problema principale è proprio riuscire a trovare abbastanza memoria disponibile.
Carenza di memoria e test sui nuovi componenti
Framework rappresenta un altro esempio di come i produttori stiano cercando di adattarsi. La struttura modulare dei suoi laptop permette agli utenti di utilizzare anche memoria recuperata da computer più vecchi oppure acquistare componenti di seconda mano.
L’azienda ha inoltre dimostrato quanto rapidamente possano cambiare i prezzi. A luglio aveva quasi raddoppiato il prezzo delle configurazioni da 32 e 64 GB del Framework Laptop 13 Pro dopo aver ricevuto un aggiornamento dei costi dal fornitore di LPCAMM2. Successivamente, dopo aver trovato nuove scorte a un prezzo più basso, ha annunciato una riduzione dei prezzi, applicandola anche retroattivamente agli ordini già spediti.
Come stanno reagendo i produttori
Le strategie adottate mostrano quindi approcci differenti alla stessa emergenza. Jolla punta sulla flessibilità progettuale e sui controlli dei componenti, Framework sfrutta invece la modularità dei propri prodotti e ordina la memoria con largo anticipo.
Per i produttori più piccoli, la crisi rende sempre più importante poter reagire rapidamente alle variazioni della disponibilità e dei prezzi. La memoria è diventata una componente così rilevante nei costi che la sua disponibilità può ormai condizionare direttamente il modo in cui smartphone e laptop vengono progettati e prodotti.
Fonte: Tom’s Hardware