Microsoft punta a rispondere alle crescenti critiche ambientali legate all’intelligenza artificiale con una nuova generazione di data center progettati per ridurre drasticamente il consumo d’acqua. Durante il keynote di Microsoft Build 2026, il CEO Satya Nadella ha dichiarato che i nuovi impianti AI dell’azienda arrivano a utilizzare in un anno una quantità d’acqua paragonabile a quella di un singolo ristorante.
Il nuovo sistema di raffreddamento chiuso di Microsoft
L’affermazione si inserisce nella strategia definita “Community-First AI Infrastructure”, con cui il colosso di Redmond vuole ridurre l’impatto delle infrastrutture AI sulle comunità locali, soprattutto mentre il settore continua ad espandersi rapidamente.
Secondo Nadella, il cambiamento principale arriva dal nuovo sistema di raffreddamento a circuito chiuso sviluppato per i data center AI più recenti. Nei tradizionali impianti hyperscale, il raffreddamento avviene spesso tramite sistemi evaporativi che consumano continuamente grandi quantità d’acqua per dissipare il calore generato dai server.
Nel nuovo approccio di Microsoft, invece, oltre il 90% del raffreddamento viene gestito tramite un circuito liquido chiuso. L’acqua viene inserita una sola volta durante la costruzione dell’impianto e successivamente ricircolata in modo continuo, senza essere dispersa. La restante parte del sistema sfrutta principalmente l’aria esterna e ricorre ad acqua aggiuntiva soltanto nelle condizioni climatiche più calde.
Come funziona il raffreddamento dei nuovi data center AI
Il sistema utilizza acqua refrigerata che scorre attraverso scambiatori di calore collegati direttamente all’hardware AI. Una volta assorbito il calore prodotto dai server, l’acqua viene inviata a grandi impianti di raffreddamento dove ventole industriali dissipano il calore accumulato.
Successivamente, la stessa acqua viene reimmessa nel circuito. Proprio questo meccanismo evita l’evaporazione continua che caratterizza molti data center tradizionali e permette di abbattere drasticamente i consumi idrici.
Secondo Microsoft, l’adozione su larga scala di questa tecnologia potrebbe tradursi in un risparmio di miliardi di galloni d’acqua nell’intera rete globale di data center dell’azienda.
Fairwater è il primo test reale della nuova architettura
Al momento, però, la nuova tecnologia non è ancora diffusa in tutta la rete Microsoft. Il sistema è stato implementato principalmente nel campus AI Fairwater di Mount Pleasant, nel Wisconsin.
L’azienda ha confermato che altre strutture identiche sono già in costruzione negli Stati Uniti e che il modello Fairwater diventerà lo standard per i futuri data center dedicati all’intelligenza artificiale.
Questa strategia rientra anche nell’obiettivo più ampio di Microsoft di diventare “water positive” entro il 2030, cioè restituire globalmente più acqua di quanta ne consumi.
Le critiche: il problema riguarda i vecchi data center
Nonostante l’annuncio, le critiche non mancano. Microsoft gestisce oggi una rete Azure composta da oltre 500 data center distribuiti in 80 regioni del mondo, molti dei quali costruiti prima dell’introduzione dell’architettura Fairwater.
L’azienda, inoltre, non ha annunciato alcun programma di conversione su larga scala delle strutture già esistenti verso il nuovo sistema a circuito chiuso. Di conseguenza, il ridotto consumo idrico descritto da Nadella riguarda soprattutto i nuovi impianti e non l’intera infrastruttura globale di Microsoft.
La questione si inserisce in un dibattito sempre più acceso sull’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale. Microsoft, Google e altri grandi gruppi tecnologici stanno accelerando la costruzione di enormi cluster AI, ma devono anche fare i conti con la crescente pressione pubblica legata ai consumi energetici e idrici dei data center.
Fonte: Tom’s Hardware