Hong Kong cambia rotta: sempre più spazio alla tecnologia cinese

Le aziende locali e il settore pubblico riducono la dipendenza dai fornitori occidentali tra sicurezza e geopolitica

Redazione
Hong Kong adotta software locali con tecnologia occidentale sostituita

Hong Kong sta attraversando una fase di profonda trasformazione del proprio ecosistema digitale. Se per anni le infrastrutture informatiche della città hanno fatto affidamento su prodotti e servizi sviluppati da grandi aziende occidentali, oggi la situazione sta cambiando rapidamente. La crescente integrazione con la Cina continentale, unita alle preoccupazioni legate alle restrizioni tecnologiche imposte dagli Stati Uniti, sta favorendo l’adozione di software e hardware provenienti dal mercato cinese. Pur in assenza di una politica ufficiale che imponga la sostituzione delle tecnologie occidentali, diversi segnali indicano che il fenomeno è già in corso, soprattutto nei settori pubblici e nelle infrastrutture considerate strategiche.

Il settore pubblico guida la transizione tecnologica

Secondo gli esperti del comparto IT locale, il cambiamento è particolarmente evidente all’interno delle amministrazioni pubbliche. Francis Fong Po-kiu, presidente onorario della Hong Kong Information Technology Federation, ha sottolineato come aziende americane quali Microsoft abbiano rappresentato per lungo tempo la base dell’infrastruttura digitale della città, ma questa posizione dominante stia progressivamente perdendo terreno.

Un esempio concreto arriva dalla polizia di Hong Kong. In alcune divisioni, infatti, la piattaforma Microsoft SharePoint è stata sostituita con il software cinese Seeyon, utilizzato per la gestione documentale e delle comunicazioni interne. Secondo i responsabili dell’azienda, il passaggio è già avvenuto in più dipartimenti governativi nel corso degli ultimi anni.

Geopolitica e timore delle restrizioni statunitensi

Uno dei principali fattori che alimentano questa trasformazione è rappresentato dalle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina. Dopo l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale da parte di Pechino nel 2020, Washington ha eliminato una serie di privilegi commerciali precedentemente riconosciuti a Hong Kong.

Da quel momento, l’accesso a determinate tecnologie americane è diventato più complesso. Per molti decisori pubblici, una dipendenza eccessiva da software definiti come “scatole nere” occidentali rappresenta un rischio strategico. Il timore è che eventuali sanzioni o controlli all’export possano limitare improvvisamente l’accesso a servizi essenziali o agli aggiornamenti tecnologici.

Per questo motivo, le soluzioni sviluppate nella Cina continentale vengono considerate sempre più affidabili dal punto di vista della continuità operativa, oltre che più facilmente integrabili con le politiche industriali nazionali.

Infrastrutture critiche sotto pressione per diversificare i fornitori

La trasformazione non riguarda soltanto gli uffici governativi. Anche le aziende che operano nei settori strategici sono chiamate a rivalutare le proprie scelte tecnologiche.

La nuova normativa sulla cybersicurezza approvata a Hong Kong ha introdotto requisiti specifici per gli operatori di infrastrutture critiche, invitandoli a gestire con maggiore attenzione i rischi legati alle catene di approvvigionamento. Le linee guida non vietano esplicitamente l’utilizzo di tecnologie occidentali, ma suggeriscono di diversificare le fonti di approvvigionamento per ridurre l’impatto di eventuali restrizioni commerciali o tensioni geopolitiche.

L’effetto dell’iniziativa Xinchuang e della Greater Bay Area

Sebbene Hong Kong non abbia introdotto una normativa equivalente, il percorso ricorda da vicino quello del programma cinese Xinchuang, nato per favorire la diffusione di tecnologie nazionali all’interno della pubblica amministrazione della Repubblica Popolare Cinese.

Già nel 2022 alcuni legislatori locali avevano suggerito di adottare pratiche simili per rafforzare la sicurezza dei dati e dei sistemi informatici. Inoltre, la crescente integrazione all’interno della Greater Bay Area, il progetto che collega Hong Kong, Macao, Shenzhen, Guangzhou e altre città della regione, richiede livelli sempre più elevati di compatibilità tecnica e condivisione dei dati.

Le aziende cinesi guadagnano terreno nel mercato locale

I beneficiari più evidenti di questa evoluzione sono le società tecnologiche cinesi. Tra queste spicca Sangfor Technologies, azienda specializzata in cloud computing e cybersicurezza con sede a Shenzhen.

Nonostante questa tendenza, il Digital Policy Office di Hong Kong continua a sostenere che l’approccio dell’amministrazione rimanga neutrale rispetto ai fornitori e alle tecnologie utilizzate, ribadendo che le gare pubbliche restano aperte a operatori locali, internazionali e della Cina continentale. Tuttavia, la richiesta di ridurre la dipendenza da un numero limitato di piattaforme suggerisce che la diversificazione tecnologica sia ormai diventata una priorità strategica.

Come orientarsi tra i nuovi scenari tecnologici

Gli operatori del settore devono mantenere attenzione sui cambiamenti in atto, adattando le proprie strategie di procurement e sviluppo. Comprendere l’impatto della sostituzione della tecnologia occidentale si rivela fondamentale per cogliere nuove opportunità e ridurre i rischi legati alle incertezze globali.

Anche chi si occupa di sicurezza informatica e governance dovrebbe rivalutare i propri strumenti, in linea con le evoluzioni del mercato digitale di Hong Kong.

Fonte: SCMP

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