Regno Unito verso lo stop ai social per i minori di 16 anni

Sicurezza digitale al centro: il premier Starmer annuncia limiti d’età, restrizioni su AI e nuove regole per proteggere i bambini online

Redazione

E dopo Francia e Spagna, anche il Regno Unito mira a imporre un divieto dei social media per i minori di 16 anni, mentre il Governo annuncia una serie di misure urgenti per rendere la rete più sicura per bambini e adolescenti. Il primo ministro Keir Starmer ha confermato l’intenzione di usare nuovi poteri legislativi per accelerare modifiche normative già quest’anno, con particolare attenzione a limiti d’età, controlli sulle funzioni dannose e responsabilità dei fornitori di intelligenza artificiale.

Nuovi poteri per una sicurezza online immediata

Secondo quanto riportato dal Times, il primo ministro utilizzerà strumenti legali straordinari per intervenire rapidamente sulla sicurezza digitale dei minori. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono coprifuoco telefonici, restrizioni allo scorrimento infinito e altre limitazioni a funzionalità ritenute dannose.

L’obiettivo del governo è colmare lacune legali e garantire che piattaforme e fornitori di servizi, comprese le applicazioni di intelligenza artificiale, rispettino le norme dell’Online Safety Act, evitando contenuti illegali o offensivi destinati ai minori.

Starmer ha sottolineato che questi provvedimenti permetteranno di agire entro pochi mesi, senza dover attendere anni per una nuova legislazione primaria, un approccio che mira a rendere la Gran Bretagna un modello di sicurezza digitale globale. I poteri straordinari serviranno anche a dare maggiore chiarezza e supporto a genitori e tutori, assicurando che le azioni del governo siano basate su evidenze concrete e necessità attuali.

Consultazione sul benessere digitale dei bambini

L’ANSA riferisce inoltre che il Governo britannico lancerà il mese prossimo una consultazione nazionale per raccogliere opinioni su come proteggere i minori nel mondo online.

Verranno esaminate tutte le criticità a cui i bambini possono essere esposti, incluse le interazioni con chatbot basati su intelligenza artificiale, l’uso delle VPN e la definizione dell’età del consenso digitale. L’approccio è chiaro: le misure saranno guidate dalle necessità attuali di genitori e figli, senza rimandare decisioni importanti a consultazioni future che potrebbero impiegare anni.

Tra le ipotesi allo studio ci sono anche limitazioni sull’uso dei chatbot AI da parte dei minori e strumenti per monitorare e ridurre l’esposizione a contenuti nocivi. Il Governo intende così anticipare l’evoluzione tecnologica, stabilendo regole flessibili ma efficaci per prevenire rischi e danni psicologici.

Responsabilità dei fornitori di intelligenza artificiale

Un punto centrale delle nuove misure riguarda la regolamentazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Tutti i fornitori di chatbot dovranno rispettare gli obblighi previsti dall’Online Safety Act: in caso contrario, saranno soggetti a sanzioni legali immediate.

Lo stesso Starmer ha citato l’azione intrapresa nei confronti della piattaforma Grok come esempio della determinazione del governo: nessuna piattaforma digitale avrà un lasciapassare automatico, e tutti dovranno garantire un ambiente sicuro per i giovani utenti.

Il primo ministro ha ribadito che l’azione del governo punta a colmare le lacune esistenti e a gettare le basi per ulteriori interventi, mirando a trasformare la Gran Bretagna in un Paese leader nella protezione dei minori online.

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