Il Castelmagno Dop si prepara a compiere un passo verso l’innovazione grazie all’introduzione della blockchain nella sua filiera produttiva. La prima applicazione italiana di una tecnologia Dao (Decentralized Autonomous Organization) in una filiera casearia prende forma in Valle Grana, in provincia di Cuneo, con l’obiettivo di rendere ancora più trasparente e verificabile ogni fase della produzione del celebre formaggio piemontese.
Il progetto è stato sviluppato da Fpc (First Personal Coin), società fondata da Mariano Giovanni Carozzi, insieme a Stefano Colmo e Francesco Nova, e nasce dall’incontro tra competenze nel settore blockchain e mondo agroalimentare.
Come funziona la Dao applicata alla filiera del Castelmagno
Il progetto è il risultato di circa un anno di lavoro. La società che lo ha sviluppato opera principalmente tra Torino e Ivrea, ma è presente anche a Milano, Lugano e Montecarlo, lavorando su strumenti che intendono avvicinare le persone alle tecnologie blockchain e crypto con applicazioni concrete nei processi produttivi e negli investimenti di lungo periodo.
Tra l’altro, l’iniziativa non punta semplicemente a introdurre una nuova tecnologia in un settore tradizionale, ma a mettere gli strumenti digitali al servizio di un prodotto che rappresenta territorio, comunità, tradizione e responsabilità condivise.
Nel progetto, la Dao permette di raccoglie in tempo reale tutti gli attori della filiera: dagli allevatori ai casari, passando per le grotte di affinamento fino alla distribuzione sul mercato.
L’innovazione, però, non elimina il ruolo umano. Si legge sull’articolo del Corriere della Sera (firmato da Marcello Pasquero), a supervisionare il sistema rimane infatti il Dao Manager, una figura incaricata di coordinare e rendere più trasparenti i processi decisionali.
Blockchain e QR code per raccontare la storia di ogni forma
La tecnologia permette di registrare sulla blockchain ogni fase della produzione del Castelmagno. Ogni informazione diventa così certificata e verificabile: dalle mucche da cui proviene il latte, alla loro alimentazione, passando per la mungitura, il lavoro del casaro, l’affinamento e la distribuzione.
Attraverso un QR code, il consumatore potrà visualizzare il percorso completo del prodotto, così da poter conoscere pure i volti delle persone che hanno contribuito alla sua realizzazione.
Con questo sistema il Castelmagno Dop diventa una “Dop certificata al quadrato”, affiancando alla certificazione tradizionale una tracciabilità digitale facilmente consultabile.
Vantaggi per i produttori e prime preparazioni
Per i produttori i benefici sono doppi. Da una parte aumenta la possibilità di comunicare in modo più efficace qualità, origine e sostenibilità del prodotto; dall’altra si punta a ridurre tempi, costi e complessità amministrative grazie alla digitalizzazione dei processi.
Le prime filiere commercializzate e tokenizzate sono già in preparazione e l’obiettivo è arrivare alle prime forme entro Natale.