Intelligenza artificiale per prevedere le pandemie? Ecco l’ultima ricerca

Alcuni scienziati dell’Università di Glasgow hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per studiare e prevedere infezioni virali

Redazione
intelligenza artificiale

Quello dell’intelligenza artificiale continua a essere uno dei trend principali del momento e, a quanto pare, tra le numerose funzionalità vi rientrerebbe anche la previsione di future pandemie. L’ipotesi è stata formulata da un team di ricercatori dell’Università di Glasgow, che hanno utilizzato caratteristiche di sequenza del genoma virale e umano per sviluppare modelli di apprendimento automatico.

Lo studio in questione, pubblicato sulla rivista PLOS BIOLOGY, ha identificato il modello più performante e lo ha utilizzato per classificare 758 specie di infezione virali. L’intelligenza artificiale è riuscita a stanare il 70,8% dei virus umani con potenziale zoonotico alto o molto alto.

In questo modo sarà possibile prevedere la probabilità che un virus animale possa entrare nel corpo di esseri umani. Sono circa 1,67 milioni i virus animali non descritti che causano infezioni nei mammiferi e negli uccelli e che, secondo gli scienziati, potrebbero riversarsi nell’uomo.

Il Dr. Nardus Molentze, co-autore dello studio e ricercatore associato presso il Centro di ricerca sui virus dell’Università di Glasgow, ha spiegato che il lavoro condotto sino ad ora è bel lungi dall’essere matematicamente perfetto, ma rappresenta un notevole passo in avanti per individuare infezioni virali al loro stato embrionale.

Leggi anche: Intelligenza artificiale, cos’è e come funziona

Un secondo esperimento ha inoltre previsto il potenziale zoonotico di tutte le specie di coronavirus attualmente riconosciute e i genomi umani e animali di tutti i coronavirus legati alla sindrome respiratoria acuta grave.

Una testimonianza concreta di come l’intelligenza artificiale possa davvero cambiare il settore medicale, come già sta accadendo con diverse aziende. Net Medica Italia, per esempio, ha utilizzato l’AI per realizzare una piattaforma che supporti il medico di famiglia nella gestione a distanza dei pazienti affetti da patologie croniche, mentre l’Istituto Mario Negri ha di recente dimostrato come l’intelligenza artificiale possa essere utile per diagnosticare con largo anticipo la Sla.

Federico Morgantini Editore

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.