AgriFoodTech: ecco le startup più promettenti selezionate da Forward Fooding

Oltre 2.250 candidature di startup e operanti nel settore AgriFoodTech. Di queste 500 sono entrare nella selezione di Forward Fooding

Arianna De Felice
agrifoodtech

Il settore dell’agricoltura e del cibo, meglio noto come agroalimentare, è sempre più presente online, tanto che è stato rinominato AgriFoodTech. Solo in ambito food infatti, nel 2021 sono stati registrati quasi 4 mila domini .it mentre nel primo trimestre del 2022 appena concluso si è già superata quella soglia. Partendo da questi presupposti le startup interessate a questa fascia di mercato sono in continuo aumento tanto che, Forward Fooding ne ha seleziona ben 500 tra le più promettenti.

Il settore dell’AgriFoodTech e le startup

Il 2021 si potrebbe definire l’anno d’oro per le startup nel settore AgriFoodTech tanto che, secondo i dati di FoodTech Data Navigator si è arrivati a investire oltre 50 miliardi di dollari in startup o scale up che operano in questa fascia di mercato.
Per inquadrarle meglio, come ogni anno, Forward Fooding ha stilato la classifica FoodTech 500 selezionando le più promettenti.

Sono state oltre 2.250 le candidature provenienti da ben 85 diversi Paesi tra cui anche l’Italia. Tra le 500 selezionate, infatti, 24 sono startup italiane come Soplaya, Orapesce e Deliveristo. Le realtà italiane però sono ancora poche, meno del 5% del totale della classifica, fattore che porta alla luce come l’AgriFoodTech italiano faccia ancora fatica ad attrarre capitali. Un dato che però pare essere destinato a crescere. L’Italia, infatti, si posiziona al quarto posto nella classifica dei Paesi europei per numero di startup attive.

La top 10

  • Infarm, una startup di Berlino che sta realizzando una rete globale di vertical farms urbane con lo scopo di coltivare e distribuire solamente prodotti freschi;
  • Plenty viene dall’America ed è anch’essa dedita allo sviluppo dell’indoor farming.
  • Ynsect è invece una realtà francese che utilizza le proteine degli insetti per produrre nutrienti destinati alle piante, agli animali domestici e anche agli esseri umani;
  • Torniamo in America con Benson Hill che sfrutta la diversità genetica delle piante per dare vita a nuovi sementi;
  • Imperfect Foods invece, dalla California, cerca di combattere lo spreco alimentare;
  • Sempre Made in Usa, Bowery Farming si occupa della vertical farming;
  • Hello Fresh è invece una realtà nota e persino quotata in borsa che si occupa di meal kit ovvero ingredienti e prodotti semilavorati per facilitare la creazione in cucina a casa propria;
  • Pivot Bio, ha realizzato dei fertilizzanti a base di batteri azotofissatori, ovvero più green;
  • Ritorna ancora il tema dello spreco alimentare con l’app danese Too Good to Go;
  • Chiude la classifica della top 10 delle startup AgriFoodTech Notco, un’azienda unicorno cilena che opera nella produzione di alternative plant-based.

Federico Morgantini Editore