In un mondo in cui siccità e spreco idrico vanno a braccetto, aziende come FAE Technology e Finapp possono davvero fare la differenza.
Con questa partnership tra una spin-off dell’università di Padova specializzata in fisica nucleare applicata, e una Pmi Innovativa bergamasca che è anche società benefit e opera nel design, è nata una sonda capace di ridurre lo spreco grazie ai raggi cosmici.
La sonda Finapp sviluppata da FAE Technology riduce lo spreco idrico
Per la precisione, FAE Technology ha sviluppato le schede elettroniche presenti all’interno delle sonde di monitoraggio ambientale Finapp. Si tratta di una sonda che utilizza l’innovativa tecnologia CNRS basata sul calcolo dei neutroni.
Fondata nel 2018 dall’imprenditore padovano Luca Stevanato con Angelo Amicarelli e i ricercatori Marcello Lunardon e Sandra Moretto, nonché spin-off dell’Università di Padova, deve il successo della sua sonda non solo alla FAE Technology, ma anche al finanziamento da circa 3 milioni di euro assegnato da EIC Accelerator, oltre a quelli garantiti da Progress Tech Transfer, Crédit Agricole Italia, da Tech4Planet e da Progress Tech Transfer Fund.
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Oltre ad abbattere gli sprechi idrici in agricoltura, mitiga il rischio idrogeologico e monitora lo stato di salute delle infrastrutture pubbliche. L’importanza di questa partnership è stata ribadita anche da, Gianmarco Lanza, ADe presidente della società, al Sole 24Ore:
“Questa partnership consolida il nostro ruolo nel contesto della digital innovation, spinti dalla certezza che fare network all’interno del mondo della ricerca contribuisca a generare grande valore aggiunto, al fine di impattare positivamente sulla qualità della vita delle persone”.
Oltre a ciò, la startup FAE Technology si sta occupando anche dell’elaborazione di nuovi modelli tecnologici in ottica 5G, per supportare il funzionamento delle sonde a bordo di veicoli mobili.
Come funziona la sonda di Finapp
La tecnologia utilizzata dalla sonda Finapp è basata sulla CNRS (Cosmic Ray Neutron Sensing). Essa calcola i neutroni generati dall’interazione tra i raggi cosmici e l’acqua contenuta nella superficie in analisi. I dati vengono poi post-elaborati su cloud e processati attraverso algoritmi proprietari basati su intelligenza artificiale e machine learning.
Può individuare il contenuto d’acqua nel suolo su un’area circolare di 5 ettari a una profondità tra i 30 e i 50 cm. I dati forniti possono contribuire a razionalizzare l’irrigazione, abbattere gli sprechi idrici, permettere un risparmio economico e ridurre lo stress delle colture.
Ma per tutto questo servono delle schede elettroniche robuste, anche perché, come segnala Luca Stevanato, CEO di Finapp, “Contare neutroni e raggi cosmici non è semplice. Creare una scheda elettronica robusta e a basso consumo è stata una sfida tecnologica ai limiti dell’impossibile“. Sfida impossibile, ma non per FAE Technology.