Droni invisibili con una vernice spray: la sfida della difesa moderna

Il progetto Kürşat 3.0 punta a rendere più difficili da individuare i droni grazie a un coating applicabile direttamente sulle superfici

Redazione
Drone ricoperto con spray-on stealth coating per riduzione traccia radar

Una nuova tecnologia sviluppata da un ricercatore turco sta attirando l’attenzione nel settore della difesa: si tratta di un rivestimento spray-on radar assorbente pensato per droni e piccoli velivoli senza pilota. La soluzione, nota come Kürşat 3.0, promette di ridurre in modo significativo la traccia radar dei UAV, rendendoli più difficili da individuare.

La composizione a base di roccia vulcanica

Secondo le informazioni diffuse da Defense Blog, il sistema sarebbe in grado di garantire una riduzione del segnale di ritorno fino a 43 dB, un valore superiore rispetto ai materiali tradizionali, che si attestano generalmente tra 20 e 30 dB. Tuttavia, l’efficacia del sistema dovrà essere confermata da test indipendenti.

Il cuore dell’innovazione risiede nella composizione del materiale, basata su roccia vulcanica come basalto e pomice. Questi elementi presentano una struttura altamente porosa che, secondo il ricercatore Yunus İnce, potrebbe essere ingegnerizzata per intrappolare le onde elettromagnetiche.

L’idea si discosta dai tradizionali materiali radar-assorbenti, che si basano principalmente su compositi sintetici o strutture stratificate. In questo caso, la natura minerale della miscela rappresenta un approccio alternativo, potenzialmente più economico e adattabile. La capacità di dispersione del segnale sarebbe legata proprio alla microstruttura interna delle rocce, che potrebbe contribuire a ridurre la riflessione delle onde radar verso il sensore.

Prestazioni dichiarate e confronto con i materiali tradizionali

Le prove condivise dal team di sviluppo indicano una attenuazione del segnale fino a 43 dB, un risultato che supera sensibilmente gli standard dei materiali RAM attualmente in uso.

Questa differenza potrebbe tradursi in un vantaggio operativo significativo: i droni trattati con il coating sarebbero più difficili da tracciare e intercettare, soprattutto in scenari in cui la distanza di rilevamento è cruciale.

Secondo le dichiarazioni del ricercatore, l’obiettivo è migliorare la sopravvivenza dei piccoli UAV, che già per dimensioni ridotte risultano difficili da intercettare ma non completamente invisibili ai radar moderni.

Droni e guerra moderna: il contesto strategico

Lo sviluppo di questa tecnologia si inserisce in un contesto in cui i droni sono diventati strumenti centrali nei conflitti contemporanei, come dimostrato dalla guerra in Ucraina iniziata nel 2022. I sistemi UAV vengono utilizzati sia per operazioni di ricognizione sia per attacchi diretti.

Parallelamente, le difese stanno evolvendo con sistemi sempre più sofisticati, dai laser alle microonde fino ai sistemi cinetici. In questo scenario, ridurre la visibilità radar diventa un elemento strategico fondamentale.

Un rivestimento spray-on applicabile rapidamente potrebbe quindi offrire un vantaggio tattico, soprattutto per flotte già operative che non richiedono modifiche strutturali.

Limiti tecnici e necessità di verifica indipendente

Nonostante le promesse, la tecnologia presenta ancora diversi punti critici. La principale limitazione riguarda la natura stessa dei droni: molti UAV, soprattutto i quadricotteri, hanno geometrie e componenti come le eliche che riflettono facilmente i segnali radar.

Il coating potrebbe quindi migliorare la situazione, ma non eliminare completamente la rilevabilità. Inoltre, la comunità scientifica sottolinea la necessità di verifiche indipendenti per confermare i dati dichiarati.

La combinazione tra forma del velivolo e materiali rimane infatti determinante: la riduzione della firma radar non dipende solo dal rivestimento, ma anche dalla progettazione complessiva del drone.

Cosa cambia per la sicurezza e le strategie operative

I lettori che operano nel settore della tecnologia dei droni o della difesa possono valutare subito le potenzialità operative di questa soluzione. L’accessibilità dell’innovazione permette di aggiornare rapidamente dotazioni esistenti.

Questa soluzione rende più difficile la rilevazione radar e consente di pianificare missioni più audaci senza esporre inutilmente i velivoli. Si apre così una nuova fase nella gestione intelligente delle flotte di droni.

Fonte: Tom’s Hardware

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