Thunderbird Station, una stazione spaziale privata pronta in un solo lancio

Sviluppata per un solo Falcon 9, offre moduli espandibili e un habitat riconfigurabile per quattro astronauti in orbita

Redazione

Negli Stati Uniti, mentre NASA e settore privato preparano il futuro delle stazioni spaziali commerciali, la startup Max Space ha annunciato un ambizioso progetto: la costruzione della propria stazione orbitale. La nuova piattaforma, chiamata Thunderbird Station, potrà essere lanciata in orbita con un solo razzo Falcon 9 e, una volta dispiegata, offrirà un volume di 350 metri cubi, circa un terzo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Tecnologia modulare e sicurezza avanzata

Stando a Interestling Engineering, quando Max Space è emersa pubblicamente nell’aprile 2024, la società non aveva ancora in programma di costruire una stazione spaziale. L’attenzione era rivolta ai moduli espandibili, una tecnologia che promette maggiore sicurezza e scalabilità rispetto alle soluzioni già presenti sul mercato. I moduli possono essere combinati per creare stazioni di dimensioni “da stadio”, consentendo una personalizzazione senza precedenti degli spazi abitativi e dei laboratori orbitanti.

Originariamente Max Space intendeva offrire questa tecnologia ad altre compagnie interessate a lanciare proprie stazioni. Secondo però Space News, la strategia è cambiata dopo l’annuncio di NASA, nell’agosto 2024, del programma Commercial Low Earth Orbit Destinations (CLD). Con questo programma, l’agenzia americana prevede di finanziare nuove stazioni commerciali tramite più Space Act Agreements.

Habitat riconfigurabile e lanci più efficienti

Come dichiarato dall’amministratore delegato Saleem Miyan, la startup ha colto l’occasione per proporre un progetto in cui i suoi moduli sono impiegati per l’abitazione umana. Thunderbird è progettata per ospitare quattro membri dell’equipaggio e dispone di due porti di attracco. La startup ha coinvolto Nicole Stott, ex astronauta NASA, e Kartik Sheth, ex scienziato associato dell’agenzia, che hanno contribuito a sviluppare i concetti di habitat e laboratorio della stazione.

A differenza di molte stazioni spaziali, che richiedono diversi lanci per essere assemblate in orbita, Thunderbird può essere portata nello spazio con un solo Falcon 9 grazie alla sua struttura interna “morfica”. L’interno è costituito da un materiale morbido e riconfigurabile, che consente di adattare gli spazi a quartieri per l’equipaggio, laboratori orbitali o aree dedicate alla manifattura in microgravità.

Questa flessibilità rende Thunderbird particolarmente interessante non solo per il programma CLD di NASA, ma anche per futuri clienti che vorranno continuare le attività scientifiche una volta che la ISS sarà dismessa, prevista intorno al 2030. La startup prevede di lanciare un piccolo prototipo della stazione nel 2027 tramite una missione rideshare di SpaceX, per poi passare al lancio di una versione completa.

Con Thunderbird, Max Space si posiziona tra le aziende che stanno costruendo il successore commerciale della ISS, aprendo la strada a una rete di stazioni private e ampliando la presenza dell’uomo nello spazio orbitale.

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