Droni in Italia, il mercato vale ben 168 milioni di euro nel 2025

Secondo l’Osservatorio PoliMI, il settore cresce del 5%, ma per passare dalla sperimentazione a servizi commerciali continui serve un cambio di passo

Redazione

Il mercato italiano dei droni e della mobilità aerea avanzata conferma il suo potenziale, ma il 2025 segna anche segnali di rallentamento e sfide da affrontare per consolidare la crescita futura. Lo sostiene l’ultimo report dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano che delinea un settore in evoluzione, con una forte attenzione alle applicazioni civili e un crescente interesse da parte dei cittadini verso servizi utili alla comunità.

Un mercato in crescita ma a doppia velocità

Nel 2025 il valore complessivo del mercato professionale dei droni e della mobilità aerea avanzata in Italia ha raggiunto 168 milioni di euro, registrando un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Nonostante la crescita, l’Osservatorio segnala un rallentamento del tasso di espansione rispetto agli anni passati, indicando la necessità di un cambio di passo per sostenere lo sviluppo futuro.

Come riporta l’ANSA, il mercato italiano resta principalmente concentrato sulle aerial operations, ossia attività operative svolte con droni di piccola e media taglia. Questi veicoli sono impiegati soprattutto per le ispezioni di linee elettriche e il monitoraggio del territorio, e rappresentano il 95% del valore complessivo del settore. Il restante 5% riguarda il segmento dell’Innovative air mobility and delivery, dedicato alla consegna di merci e al trasporto passeggeri, che ha registrato una crescita marginale di 1,3 milioni di euro.

L’opinione pubblica mostra una percezione positiva dei servizi: il 93% dei cittadini ritiene utile il trasporto di materiale medico-sanitario, l’84% supporta il trasporto merci e il 73% è favorevole al trasporto di persone, evidenziando come la mobilità aerea possa rispondere a bisogni concreti della società.

Crescita delle imprese e scenario geopolitico

Nel 2025, le imprese attive nel settore in Italia sono salite a 675, segnando per la prima volta dopo cinque anni un saldo positivo tra nuove aperture e cessazioni. Tuttavia, il contesto globale ha reso più complessa la distinzione tra applicazioni civili e usi legati alla sicurezza. Circa un terzo delle aziende ritiene che lo scenario geopolitico possa influenzare l’opinione pubblica, rappresentando un potenziale ostacolo allo sviluppo commerciale.

Questa tensione riflette un quadro in cui, pur essendo la tecnologia matura, il passaggio dalla sperimentazione alla realizzazione di servizi continui resta la sfida principale. L’attenzione agli aspetti normativi e alla percezione della sicurezza da parte dei cittadini sarà cruciale per favorire una crescita stabile e sostenibile.

Opportunità e limiti delle applicazioni civili

Il 2025 è stato un anno a doppia velocità: mentre i droni salvavita hanno completato missioni critiche e l’agricoltura ha introdotto nuovi servizi di erogazione, altri progetti hanno registrato difficoltà. Ad esempio, Amazon ha ridimensionato i piani di consegna con droni in Italia e il Giubileo non ha rappresentato il banco di prova atteso per gli air taxi.

Paola Olivares, Direttrice dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata, sottolinea: “Con una tecnologia ormai matura, la vera sfida è trasformare le moltissime sperimentazioni in servizi commerciali continuativi”. In questo contesto, il settore deve puntare a consolidare le applicazioni che dimostrano effettivo valore sociale ed economico, superando ostacoli normativi e percezioni pubbliche per diventare un pilastro concreto della mobilità e della logistica del futuro.

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