Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha realizzato un computer autonomo programmabile sotto forma di fibra elastica, capace di integrarsi nei tessuti e trasformare qualsiasi indumento in un sofisticato dispositivo di monitoraggio della salute e dell’attività fisica. Questa tecnologia potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di vestiti smart, in grado di adattarsi dinamicamente alle esigenze di chi li indossa, offrendo un connubio perfetto tra comfort, funzionalità e innovazione.
Vestiti ancora più smart grazie al computer in fibra del MIT
Presentato in una ricerca pubblicata su Nature, il computer in fibra si presenta come un tessuto in fibra elastica, composto da una serie di microdispositivi integrati che includono sensori, microcontrollori, moduli Bluetooth, batterie e sistemi di comunicazione ottica. Tutti questi componenti, combinati in un singolo filamento elastico, danno come risultato un dispositivo indossabile (wearable) in grado di raccogliere, elaborare e trasmettere dati senza bisogno di dispositivi esterni.
A differenza dei classici wearables, come smartwatch o fitness tracker, questa tecnologia ha il vantaggio di essere distribuita su una superficie più ampia del corpo, il che garantisce una maggiore accuratezza nelle misurazioni. Inoltre, i materiali sono “comodi e lavabili in lavatrice, e le fibre sono quasi impercettibili per chi lo indossa“, riferiscono i ricercatori.
Per fabbricare il nuovo computer in fibra, i ricercatori hanno utilizzato un tipo di elastomero termoplastico che ha permesso loro di creare “una fibra elastica che può allungarsi di oltre il 60% senza rovinarsi“. Una volta fabbricato il computer in fibra, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di intreccio per coprire la fibra con filati tradizionali, come poliestere, lana merino, nylon e persino seta, in modo da rendere il dispositivo facilmente indossabile.
Nel loro ultimo test, i ricercatori hanno progettato un prototipo di vestito smart, basato su quattro computer in fibra, uno per ogni manica: ogni fibra gestisce una rete neurale indipendente, che è stata addestrata per identificare esercizi “come squat, plank, cerchi delle braccia e affondi“. Come raccontano i ricercatori, il computer è stato in grado di identificare l’attività umana con un’accuratezza del 70% “quando si trovava su un singolo arto“. Quando le fibre hanno iniziato a comunicare tra loro, l’accuratezza è aumentata fino al 95%.
Il futuro dell’abbigliamento intelligente
Il corpo umano emette costantemente dati sotto forma di calore, suoni, segnali biochimici ed elettrici. Queste informazioni, solitamente disperse, possono ora essere catturate grazie a dispositivi come quello recentemente ideato dal MIT.
Attualmente, questa tecnologia deve ancora affrontare ancora diversi test. I ricercatori hanno infatti annunciato che sarà presto sottoposta a un’importante sperimentazione nel mondo reale, condotta dall’esercito statunitense durante la missione invernale Musk Ox II. In questo test, i soldati indosseranno delle maglie in lana merinos equipaggiate con questa tecnologia per monitorare le loro condizioni fisiche in ambienti estremi.
“In un futuro non troppo lontano, i computer in fibra ci permetteranno di eseguire app e ottenere preziosi servizi sanitari e di sicurezza da semplici indumenti di uso quotidiano. Siamo entusiasti di vedere scorci di questo futuro nella prossima missione artica attraverso i nostri partner dell’esercito, della marina e della DARPA degli Stati Uniti“, conclude il professor Yoel Fink, autore senior della ricerca.