Batterie al sodio, svolta dagli USA: durata raddoppiata grazie a un nuovo elettrolita

La ricerca americana migliora stabilità e durata delle batterie al sodio ad alto voltaggio grazie a una soluzione chimica innovativa

Redazione
Prototipo di batterie sodio voltaggio con nuovo elettrolita testato in laboratorio

Le batterie al sodio ad alto voltaggio compiono un passo avanti significativo grazie ai risultati ottenuti dal team del Pacific Northwest National Laboratory (PNNL). I ricercatori statunitensi hanno sviluppato un nuovo elettrolita definito “meta-weakly solvating”, capace di migliorare la stabilità chimica delle celle e di estenderne sensibilmente la durata operativa. Nei test di laboratorio, le batterie hanno mantenuto l’80% della capacità iniziale dopo 500 cicli di carica e scarica, superando nettamente le prestazioni delle soluzioni tradizionali.

Innovazione nel campo delle batterie sodio ad alto voltaggio

Il lavoro del Pacific Northwest National Laboratory si concentra su uno dei principali limiti delle batterie al sodio: la durata nel tempo. Sebbene il sodio rappresenti un materiale molto più disponibile rispetto al litio, le prestazioni delle celle hanno finora mostrato problemi legati alla degradazione rapida dei componenti interni.

Per affrontare questa criticità, i ricercatori hanno sviluppato un elettrolita innovativo capace di migliorare la stabilità dell’interfaccia tra elettrodi ed elettrolita stesso. I test elettrochimici sono stati eseguiti a una temperatura costante di 30 gradi Celsius utilizzando sali NaPF₆ e NaFSI, elementi fondamentali per il funzionamento della batteria.

Secondo quanto riportato nello studio pubblicato sulla rivista Nano Energy, le celle complete hanno conservato l’80% della capacità iniziale dopo 500 cicli. Si tratta di un risultato superiore rispetto alle batterie benchmark tradizionali, che normalmente raggiungono livelli simili di degrado tra i 100 e i 300 cicli.

Gli scienziati hanno inoltre effettuato analisi post-utilizzo tramite microscopia elettronica a scansione e spettroscopia a raggi X, verificando che il nuovo elettrolita riduce la corrente di dispersione e migliora la stabilità delle interfacce ad alto voltaggio.

Meta-weakly solvating electrolyte: una svolta per la longevità

La vera innovazione della ricerca risiede nella struttura dell’elettrolita. Nelle batterie convenzionali, gli ioni metallici vengono fortemente circondati dalle molecole del solvente per facilitarne il movimento all’interno della cella. Questo processo, però, crea una sorta di “guscio” chimico difficile da rimuovere quando lo ione raggiunge l’elettrodo.

Il problema è che, durante questa fase, le molecole dell’elettrolita possono essere coinvolte in reazioni indesiderate che consumano materiale attivo e accelerano il deterioramento della batteria.

Il nuovo approccio sviluppato dal PNNL utilizza invece una struttura di solvatazione intermedia, nella quale gli ioni sodio risultano meno legati alle molecole del solvente. I ricercatori hanno sostituito i tradizionali diluenti non solvanti con il tris(2,2,2-trifluoroethyl) phosphate (TFP), mantenendo un ambiente ricco di anioni attorno agli ioni sodio.

Secondo il team, questa soluzione favorisce reazioni chimiche più stabili e limita quelle dannose, riducendo la perdita irreversibile di materiali durante i cicli di utilizzo.

Test su cella prototipo: risultati oltre le aspettative

La costruzione degli elettrodi è avvenuta tramite deposizione di uno slurry su fogli di alluminio, utilizzando materiali come polivinilidene fluoruro, carbossimetilcellulosa di sodio e gomma stirene-butadiene, insieme ad additivi conduttivi a base di carbonio.

Per comprendere il comportamento dell’elettrolita, gli studiosi hanno utilizzato anche tecniche di risonanza magnetica nucleare, con l’obiettivo di analizzare le strutture di solvatazione e le interazioni all’interno della batteria.

I risultati hanno mostrato che il nuovo elettrolita permette una desolvatazione più rapida degli ioni sodio e una minore resistenza al trasferimento di carica rispetto alle tecnologie tradizionali. Questo si traduce in una migliore efficienza elettrochimica e in una maggiore stabilità durante l’utilizzo prolungato.

Batterie sodio: vantaggi rispetto al litio e nuove opportunità

L’interesse verso le batterie al sodio cresce soprattutto per motivi economici e geopolitici. Il sodio è infatti uno degli elementi più abbondanti presenti sulla Terra e offre una catena di approvvigionamento potenzialmente più stabile rispetto al litio.

Una maggiore durata delle celle potrebbe accelerare l’utilizzo di queste batterie in diversi settori, dall’accumulo energetico per le fonti rinnovabili fino ai sistemi di mobilità elettrica leggera. Inoltre, costi inferiori e materiali più accessibili potrebbero favorire una diffusione più ampia delle tecnologie di accumulo energetico nei prossimi anni.

Cosa sapere ora sulle batterie al sodio ad alto voltaggio

Quello che emerge è la possibilità concreta di affidare parte delle future infrastrutture energetiche alle batterie sodio ad alto voltaggio sviluppate attraverso nuove soluzioni di elettrolita.

Il campo delle batterie rimane estremamente dinamico. Chi opera nel settore deve monitorare costantemente lo sviluppo di tecnologie come il meta-weakly solvating electrolyte.

Fonte: Interesting Engineering

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