Dagli USA l’innovazione per ridurre le emissioni di CO2 nella produzione del cemento

L’Università del Michigan ha sviluppato un innovativo processo elettrochimico che potrà rendere la produzione del cemento più sostenibile

Redazione

Fondamentale per il settore edilizio, la produzione del cemento è ancora oggi una delle principali fonti di emissioni globali di CO2, rilasciando circa l’8% secondo le stime più recenti. Per fortuna, questo impatto ambientale potrà essere drasticamente ridotto grazie al nuovo metodo sviluppato dai ricercatori dell’Università del Michigan, che promette di neutralizzare le emissioni più elevate senza alterare significativamente la catena produttiva.

Una soluzione elettrochimica per la produzione sostenibile del cemento

“Il nostro approccio di produzione di materiali elettrochimici di nuova concezione apre una nuova area nella produzione di cemento”.

Così Jiaqi Li (co-autore dello studio e professore associato presso l’Università del Michigan) presenta il nuovo metodo sviluppato dal suo team di ricerca, che mira a rivoluzionare quello già in uso per ricavare il carbonato di calcio, componente chiave per produrre il cemento.

Per chi non lo sapesse, nella produzione tradizionale si ricava il carbonato di calcio dal calcare, che appunto emette CO2 una volta riscaldato nei forni. Per la precisione, circa il 40% della CO2 prodotta deriva dal suo riscaldamento dei forni, dato che utilizza combustibili fossili, mentre l’altro 60% proviene dalla rottura termica del calcare in ossido di calcio e CO2.

Nella loro ricerca, invece, i ricercatori sono riusciti a produrre un cemento ancora più sostenibile grazie a un procedimento elettrochimico che consente di ottenere il sopraccitato carbonato catturando l’anidride carbonica direttamente dall’aria.

Riduzione delle emissioni e adattibilità tecnologica

Spiegato dettagliatamente sulla rivista Energy & Environmental Science, in breve questo sistema garantisce un bilancio netto dell’anidride carbonica emessa. E questo perché la CO2 rilasciata durante la lavorazione in fornace viene compensata da quella assorbita dall’aria durante la produzione elettrochimica. In questo modo, il bilancio a fine ciclo produttivo è pari a zero.

Il potenziale di questa innovazione è significativo: se applicata su vasta scala, potrebbe ridurre le emissioni globali di CO2 di almeno tre miliardi di tonnellate metriche (o gigatonnellate) all’anno. E dato che, stando all’IEA, per il 2023 si segnalano 37,4 gigatonnellate di emissioni globali di CO2, quell’8% accennato a inizio articolo si potrebbe ridurre addirittura al 3%.

Ma non solo. Secondo Xiao Kun Lu (dottorando in ingegneria chimica presso la Northwestern University e autore principale dello studio), questo processo richiede “modifiche minime o nulle ai cementifici ordinari […]”. Pertanto gli impianti di cemento esistenti potrebbero adottare facilmente questo sistema di produzione, rendendo più semplice la transizione per le grandi aziende del settore.

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