Laser dazzler, il sistema che acceca i droni e apre una nuova era nella difesa anti-UAS

La tecnologia punta a proteggere operatori, infrastrutture e aree sensibili attraverso un contrasto preciso e non distruttivo

Redazione
Sistema laser dazzler droni durante test sui sensori ottici di un drone

La lotta contro i droni potrebbe presto contare su una nuova arma tecnologica: il laser dazzler, un sistema progettato per interrompere la capacità visiva dei velivoli senza pilota attraverso fasci luminosi ad alta precisione. La società statunitense NUBURU ha annunciato risultati iniziali positivi nei test condotti insieme all’azienda italiana Tekne, segnando un passo avanti nello sviluppo delle tecnologie di contrasto ai sistemi UAS (Unmanned Aerial Systems).

La soluzione punta a offrire una risposta alternativa ai metodi tradizionali, permettendo di neutralizzare i sensori ottici dei droni senza distruggere il mezzo. Una caratteristica che potrebbe rivelarsi strategica in scenari dove è necessario ridurre i danni collaterali e mantenere il controllo dell’ambiente operativo.

Come funziona la tecnologia laser dazzler di NUBURU

Il sistema sviluppato da NUBURU utilizza un laser direzionato verso i sensori elettro-ottici dei droni, con l’obiettivo di saturarne temporaneamente la capacità di acquisizione delle immagini. In pratica, il fascio luminoso impedisce al velivolo di individuare correttamente gli obiettivi, compromettendo funzioni fondamentali come il riconoscimento visivo e il tracciamento.

I test sono stati realizzati nelle strutture di Tekne in Italia all’interno di ambienti controllati che simulavano scenari di intervento contro droni ostili. Secondo quanto comunicato dall’azienda, il sistema ha dimostrato la capacità di bloccare completamente la visione dei sensori ottici, impedendo al drone di acquisire informazioni visive utili.

Durante una simulazione tattica, un drone incaricato di individuare e seguire un operatore non è riuscito a identificarlo. Questo ha permesso alla persona coinvolta nel test di avvicinarsi fino a circa 20 metri dal velivolo senza essere rilevata, mostrando il potenziale della tecnologia nelle operazioni a corto raggio.

Test in Italia confermano l’efficacia del sistema anti-drone

Le prove hanno coinvolto due differenti piattaforme drone, con l’obiettivo di verificare la compatibilità del laser dazzler con configurazioni diverse. Gli ingegneri hanno utilizzato sia modalità laser continue sia impulsi laser, analizzando il comportamento del sistema in più condizioni operative.

I test hanno registrato livelli di irraggiamento compresi tra 0,1 mW/cm² e 0,5 mW/cm², rispettando gli standard di sicurezza ottica previsti dalle normative. NUBURU ha inoltre effettuato ulteriori valutazioni tecniche a livelli superiori rispetto ai limiti regolatori, esclusivamente per studiare le prestazioni del sistema.

Uno degli elementi più interessanti emersi dalle prove riguarda la capacità del laser di mantenere un effetto di accecamento costante sui sensori nelle diverse configurazioni analizzate. Le prove sono state condotte fino a circa 100 metri di distanza, un limite imposto dalla struttura indoor utilizzata.

Secondo NUBURU, i dati raccolti saranno utilizzati per sviluppare modelli capaci di prevedere il comportamento del sistema a distanze maggiori, con l’obiettivo di arrivare a scenari operativi superiori al chilometro.

Dal prototipo alla difesa del futuro: le prossime evoluzioni

La società statunitense prevede di sviluppare una nuova generazione di laser dazzler capaci di integrare sorgenti laser verdi, blu e infrarosse all’interno di un’unica piattaforma. L’obiettivo è creare sistemi utilizzabili sia di giorno sia di notte, in contesti terrestri, marittimi e presso strutture fisse.

Il progetto rientra nel piano di sviluppo NUBURU Defense Italian Plan, realizzato insieme a Tekne per accelerare l’integrazione commerciale della tecnologia. Le due aziende hanno creato un gruppo congiunto di ingegneria e sviluppo prodotto che lavorerà su diversi aspetti, tra cui alimentazione energetica, raffreddamento, sicurezza, software di controllo e integrazione su piattaforme operative.

La collaborazione punta a portare il laser dazzler su sistemi portatili, veicoli militari, installazioni fisse, piattaforme navali e torri di sorveglianza. Parallelamente, le aziende valuteranno possibili collaborazioni con SunCubes per migliorare tecnologie legate alla gestione del fascio laser, al tracciamento degli obiettivi e alle comunicazioni ottiche.

La corsa globale alle tecnologie contro i droni

Il settore delle tecnologie anti-drone sta vivendo una crescita significativa, spinto dall’aumento delle minacce legate all’utilizzo di UAV in ambito militare e di sicurezza. NUBURU sostiene che il mercato globale dei sistemi counter-UAS abbia raggiunto un valore di diversi miliardi di dollari, con il segmento dei sistemi laser destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni.

La strategia dell’azienda sarà combinare la propria tecnologia di negazione dei sensori ottici con le competenze di Tekne nella mobilità militare, nella guerra elettronica e nell’integrazione dei sistemi.

Il laser dazzler non punta quindi a sostituire completamente le altre contromisure anti-drone, ma a diventare un ulteriore strumento all’interno di una difesa multilivello. Rispetto ai sistemi basati su interferenze elettroniche o abbattimenti fisici, questa soluzione offre un approccio più mirato, progettato per ridurre i rischi sull’ambiente circostante e sugli operatori.

Fonte: Interesting Engineering

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