Qolossus 2.0, l’Italia entra nel futuro con il primo quantum computer fotonico modulare

Il nuovo sistema, sviluppato dall’Università La Sapienza e partner nazionali, apre la strada a una rivoluzione tecnologica Made in Italy nel calcolo quantistico

Redazione

L’Italia fa un passo decisivo nel mondo del calcolo quantistico con Qolossus 2.0, il primo quantum computer fotonico modulare progettato nel nostro Paese. Il sistema sfrutta le proprietà dei quanti di luce per elaborare informazioni, rappresentando un’alternativa innovativa ai tradizionali computer quantistici.

Un salto tecnologico strategico per l’Italia

Qolossus 2.0 segna un passo avanti significativo nello sviluppo di computer quantistici alternativi, che utilizzano i fotoni come unità di calcolo. Questo approccio apre a numerosi vantaggi, tra cui una più semplice integrazione con le comunicazioni quantistiche, anch’esse basate sui fotoni, e una gestione operativa più agevole, senza la necessità di temperature estremamente basse. Il progetto si inserisce nel contesto di un nuovo paradigma della computazione fotonica, capace di offrire prestazioni elevate riducendo al contempo i consumi energetici.

Progetto nato nell’ambito del PNRR ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, coordinato dalla Sapienza Università di Roma, con contributi fondamentali dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR di Milano e dell’Università di Pavia, Qolossus 2.0 non è soltanto un nuovo computer: è un simbolo del ruolo che l’Italia può giocare nella scienza e nella tecnologia del futuro.

Qolossus 2.0 non è soltanto un nuovo computer quantistico fotonico, è un risultato che ci parla del futuro del nostro Paese e del ruolo che Sapienza vuole e deve continuare a svolgere nella sua costruzione. Le tecnologie quantistiche sono un terreno sul quale si gioca la credibilità scientifica e strategica del nostro Paese“, sottolinea la Rettrice della Sapienza Antonella Polimeni. “La ricerca è la lingua più autorevole che l’Italia e l’Europa possano parlare nel mondo, ed è una lingua che si fonda su risultati verificabili, su processi trasparenti e sulla capacità, tipica del nostro Paese, di unire tradizione scientifica, visione culturale e responsabilità civile”.

Tecnologia all’avanguardia e cuore italiano

Il nome Qolossus rende omaggio a Colossus, uno dei primi computer della storia, celebre per aver decifrato i codici Enigma. La macchina è capace di processare qubit tradizionali e qudit, ovvero estensioni dei qubit a dimensione più alta, e punta a validare lo sviluppo interamente Made in Italy dei componenti del processore quantistico: dalle sorgenti di singoli fotoni ai circuiti integrati, fino alla caratterizzazione degli stati quantistici.

Al cuore di Qolossus 2.0 c’è un processore fotonico italiano progettato dall’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio nazionale delle Ricerche (IFN-CNR) di Milano, con circuiti ottici in cui i fotoni viaggiano e interagiscono.

Grazie ad una tecnologia di nanofabbricazione, sviluppata all’interno del CNR negli ultimi 20 anni, che utilizza impulsi laser molto brevi per scrivere i circuiti ottici in vetro, siamo in grado di realizzare dei processori fotonici allo stato dell’arte rispetto al panorama mondiale”, ha spiegato Roberto Osellame, direttore di ricerca dell’IFN-CNR.

Strategia nazionale e prospettive di sviluppo

Qolossus 2.0 si inserisce nella più ampia Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinata dal Centro Nazionale ICSC. Il progetto fa parte di una roadmap che include piattaforme complementari basate su tecnologie superconduttive, ad atomi freddi e ioni intrappolati, distribuite tra Napoli, Firenze, Padova e Bologna, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica italiana, colmare il divario con i leader internazionali e creare nuove filiere industriali ad alto valore qualificato.

Secondo Fabio Sciarrino, responsabile del Sapienza Quantum Lab, la fotonica rappresenta una chiave strategica per l’Italia, grazie a una lunga tradizione scientifica che potrebbe consolidare il Paese tra i protagonisti globali delle tecnologie quantistiche. “Da oggi Qolossus 2.0 sarà pienamente operativo. Adesso il nostro obiettivo è da un lato di utilizzarlo per mettere a punto e valorizzare nuovi algoritmi e protocolli, dall’altro lato di potenziare l’architettura in termini di complessità e di inter-connettività fra diversi dispositivi”.

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