Un mini robot morbido che si autodistrugge da solo

Da uno studio dell’Università di Seoul è stato creato una tipologia di mini robot morbido capace di autodistruggersi da sola

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

In un’innovativa scoperta nel campo della robotica, un team di ricercatori ha sviluppato un mini robot morbido auto-distruttivo che si dissolve completamente in una pozzanghera di liquido. Questo nuovo tipo di robot potrebbe rivoluzionare l’industria, offrendo soluzioni economiche ed ecologiche per la rimozione dei rifiuti.

E tutto per “puro caso”. Nel tentativo di creare robot in grado di controllare il proprio ciclo di vita, i ricercatori hanno sviluppato piccoli dispositivi morbidi che possono sciogliersi in una pozza di sostanza appiccicosa.

Un robot morbido che si autodistrugge da solo

Pubblicato su Science Advances, in questo studio del Seoul National University Min-Ha Oh, i ricercatori hanno innescato la morte in un mini robot morbido. Questa “morte” è innescata dai LED ultravioletti interni che destabilizzano la composizione chimica del robot. Questo processo dura circa un’ora, e permette al robot di autodistruggersi.

L’esposizione alla luce ultravioletta provoca la conversione del difeniliodonio esafluorofosfato in fluoro, indebolendo l’intera struttura fino al punto in cui le alte temperature ne faranno sciogliere.

Il corpo del robot lungo 3 centimetri (1,2 pollici) è composto da difeniliodonio esafluorofosfato mescolato con una resina siliconica. Questi materiali gli consentono di rimanere resistente ma abbastanza flessibile da potersi muovere con la propulsione pneumatica su una superficie come un verme a quattro zampe.

Dotato di sensori di deformazione, temperatura e raggi UV, il piccolo robot, quando ha raggiunto il suo obiettivo, si ritira in una posizione sicura per segnalare il suo ritrovamento e avviare l’autodistruzione.

L’utilizzo di un robot autodistruttore

Come riportato nella ricerca, “A differenza dei robot convenzionali con gradi di libertà limitati, i robot morbidi dimostrano un’adattabilità funzionale avanzata e consentono movimenti contorti […] come la manipolazione delicata di oggetti vulnerabili o l’adattamento ad ambienti incerti“.

Potrebbe essere utilizzato per la somministrazione di farmaci direttamente all’interno del corpo umano, evitando così procedure invasive. Una volta completata la sua funzione, il robot si dissolverebbe senza lasciare tracce, eliminando la necessità di rimuoverlo manualmente.

Il problema di questa creazione è però nei residui che lascia. Sfortunatamente la pozza rimanente contiene ioni fluoruro potenzialmente tossici, quindi i ricercatori hanno aggiunto un composto di cloruro di calcio per aiutarli a neutralizzarli. È necessario ulteriore lavoro per migliorare l’impatto ambientale dei resti appiccicosi del robot.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.