Mapworms, l’affascinante progetto italiano dei robot vermi

Robot vermi per eseguire operazioni altrimenti impossibili: questo è l’affascinante progetto di Mapworms, una ricerca tutta italiana

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Il progetto di ricerca italiano sui robot ispirati ai vermi marini rappresenta un’innovativa e promettente frontiera nel campo della robotica. Si chiama Mapworms, e l’obiettivo è di eseguire con questi robot operazioni altrimenti impossibili per gli umani.

Grazie a uno studio approfondito dei movimenti dei vermi marini, il professore di zoologia dell’Università del Salento e biologo marino del CoNISMa Luigi Musco, con la collaborazione della professoressa Arianna Menciassi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e di Itamar Willner, luminare nel campo della chimica dell’Università di Gerusalemme, stanno sviluppando dei progetti per creare macchine altamente agili e versatili che potrebbero rivoluzionare diversi settori.

I robot vermi umani: una ricerca italiana sostenuta da Horizon 2020

Mapworms mira a realizzare dei nuovi robot vermi utili a eseguire operazioni che altrimenti risulterebbero impossibili. Un affascinante progetto di ricerca italiano che punta a individuare in questi straordinari organismi marini, noti per la loro capacità di muoversi in maniera fluida e efficiente, una fonte di ispirazione per creare macchine altrettanto agili e versatili.

Gli scienziati hanno studiato attentamente il loro corpo e i loro movimenti, cercando di comprendere come riescano a spostarsi con tanta agilità nonostante la mancanza di zampe o pinne. Grazie a queste osservazioni, sono stati in grado di identificare i principi fondamentali che guidano il movimento dei vermi marini.

Non a caso, Mapworms è entrato nell’orbita del programma Horizon 2020, uno dei più prestigiosi a livello europeo, che ha come l’obiettivo di creare dei robot utilizzando sostanze molli e che agissero come dei veri e propri attuatori.

Le potenziali applicazioni di questi vermi

Il team di ricercatori, composto da esperti provenienti da diverse discipline, sta lavorando duramente per far sì che vengano realizzati robot che siano in grado di riprodurre le caratteristiche di movimento dei vermi marini. Un po’ alla stregua di quanto siano riusciti a fare per Cornelia, il robot tartaruga, e Magnecko, il robot ragno.

L’obiettivo è quello di creare macchine che possano essere utilizzate in una vasta gamma di settori, come l’esplorazione sottomarina, la medicina e i casi d’emergenza. Ad esempio, potrebbero essere utilizzati per esplorare le profondità marine, consentendo agli scienziati di studiare gli ecosistemi sottomarini in modo più accurato ed efficiente. Inoltre, potrebbero essere impiegati nel campo della medicina, per eseguire interventi chirurgici minimamente invasivi. O addirittura insinuarsi tra le macerie alla ricerca di superstiti, in caso di frane, muovendosi tra i detriti o ricavandosi in tutta autonomia una via di passaggio

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