Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
La stampa 3D a bordo delle navi militari entra in una nuova fase dopo la dimostrazione condotta da Firestorm Labs sulla USS Essex. Durante una navigazione di due settimane da San Diego alle Hawaii, l’azienda statunitense ha prodotto oltre 1.000 componenti e assemblato 12 droni FPV Squall, nonostante condizioni marine difficili. L’attività si è svolta nell’ambito della preparazione a RIMPAC 2026 e punta a dimostrare come la produzione additiva possa contribuire a ridurre la dipendenza dai rifornimenti provenienti dalla terraferma.
La stampa 3D su nave militare affronta le difficoltà della logistica
La sperimentazione ha utilizzato la piattaforma di produzione containerizzata xCell di Firestorm Labs, impiegata direttamente a bordo della USS Essex. L’obiettivo era produrre componenti e pezzi di ricambio vicino al luogo in cui servivano, evitando di attendere il trasporto tramite aerei, navi o convogli.
La dimostrazione è stata particolarmente significativa anche per le condizioni operative: la produzione è proseguita con onde fino a 12 piedi e in condizioni corrispondenti a sea state 5. Sono stati realizzati tre principali gruppi di prodotti: pezzi per test meccanici, componenti destinati ai droni Squall e parti richieste dall’equipaggio per interventi di riparazione.
Firestorm Labs mette alla prova la produzione additiva in mare
Per Firestorm Labs si è trattato della prima dimostrazione marittima di xCell in condizioni operative. Nel corso della missione sono stati prodotti più di 20 articoli richiesti direttamente dall’equipaggio della nave.
Tra questi figurano strumenti per l’ispezione dei sistemi di fissaggio sul ponte, manopole per valvole ottenute tramite reverse engineering, coperture elettriche, componenti per cavi e parti per porte. La squadra ha inoltre realizzato un supporto per il dispiegamento di Starlink e un coltello non conduttivo destinato alle squadre impegnate nelle attività di bonifica degli ordigni esplosivi.
Un componente per proteggere gli elicotteri Apache
Tra gli elementi più significativi prodotti durante la sperimentazione c’è anche un Apache rotor guard droop stop, progettato durante le prime operazioni con elicotteri Apache condotte congiuntamente da Esercito e Marina statunitensi in mare.
Il componente serve a ridurre il rischio che il rotore dell’elicottero possa entrare in contatto con il ponte mentre la nave affronta condizioni di mare particolarmente difficili. Secondo Firestorm, il rotore principale di un Apache ha un costo di circa 500.000 dollari, mentre un eventuale impatto delle pale contro il ponte potrebbe comportare danni da 230.000 dollari per ciascuna delle quattro pale.
La produzione direttamente a bordo ha quindi contribuito a supportare le operazioni con i rotori degli elicotteri installati.
Droni Squall assemblati durante la navigazione
Durante il viaggio sono assemblati 12 droni FPV Squall, successivamente impiegati a RIMPAC 2026 alle Hawaii. L’attività non si è limitata alla produzione: soldati, marinai e Marines hanno ricevuto formazione sulla produzione additiva, sull’assemblaggio dei droni e sulle relative operazioni di volo.
Una volta arrivati alle Hawaii, i Marines del 3rd Light Armored Reconnaissance Battalion hanno utilizzato i droni come velivoli avversari durante un’esercitazione di tre giorni dedicata al contrasto dei sistemi aerei senza pilota presso la Makua Military Reservation di Oahu.
Dalla produzione in mare a nuove possibilità per la Difesa
La sperimentazione ha mostrato anche come la produzione additiva possa rispondere a esigenze specifiche dell’equipaggio. Un esempio è la realizzazione di un adattatore per aspirapolvere destinato alle unità di salvataggio gonfiabili, nato da un’idea di un marinaio. Non essendo disponibile un connettore adatto, Firestorm ne ha progettate tre versioni per differenti aspiratori e condizioni operative.
Secondo l’azienda, la dimostrazione suggerisce che la produzione additiva dispiegabile potrebbe contribuire a ridurre i tempi di riparazione, mantenere più a lungo operative le navi e permettere alle forze statunitensi e agli alleati di ricostituire la disponibilità di droni consumabili anche in regioni marittime contese.
Fonte: Interesting Engineering