MSI e Gigabyte alzano l’asticella dei monitor 5K

Nuovi pannelli Mini-LED da 27 pollici con 2.304 zone e prestazioni pensate per gaming e creatività. HDR spinto e colori professionali nei nuovi MSI e Gigabyte

Redazione
Monitor mini-led 5K MSI e Gigabyte con zone di dimming e pannello lucido

I nuovi monitor Mini-LED 5K da 27 pollici presentati da MSI e Gigabyte segnano un ulteriore passo avanti nel segmento dei display ad alta gamma. Basati su un pannello BOE condiviso, offrono risoluzione nativa 5.120 x 2.880, densità “retina” e 2.304 zone di dimming, con finitura lucida pensata per migliorare contrasto e profondità dei neri. L’obiettivo è chiaro: unire qualità d’immagine professionale e prestazioni da gaming estremo, grazie anche a modalità multiple e frequenze di aggiornamento che arrivano fino a 330 Hz in 1440p.

Tecnologia mini-led 5k e controllo della luce

Il cuore di questi nuovi display è la tecnologia Mini-LED con 2.304 zone di dimming, un salto significativo rispetto alle soluzioni precedenti. Ogni zona è composta da più LED e, nel caso del pannello BOE, si parla di quasi 10.000 LED complessivi distribuiti dietro il pannello IPS.

La struttura a “zero distanza ottica” riduce il gap tra retroilluminazione e pannello, migliorando la gestione della luce e limitando fenomeni come blooming e aloni. Questo si traduce in un contrasto più preciso e neri più controllati, avvicinando l’esperienza complessiva a quella degli OLED in alcuni scenari d’uso.

MSI MPG 271KRAW18: 5K e prestazioni elevate

Il modello MSI, chiamato MPG 271KRAW18, utilizza un pannello Rapid IPS da 27 pollici con risoluzione 5K e circa 218 PPI, sufficiente per una resa definita anche a distanze ravvicinate. In modalità nativa raggiunge i 180 Hz, ma può spingersi fino a 330 Hz a 1440p grazie alla modalità dual-mode.

Il monitor supporta certificazione DisplayHDR 1400, con picchi di luminosità fino a 1.400 nit. A questo si aggiunge uno strato quantum dot che copre il 98% dello spazio colore DCI-P3, con precisione cromatica inferiore a Delta E 2, rendendolo adatto anche a lavori professionali su foto e video.

Sul fronte connettività spicca il DisplayPort 2.1 UHBR20, insieme a HDMI 2.1, USB-C con 98W di Power Delivery, porte USB-A e supporto Nvidia G-Sync. Il lancio è previsto per gennaio del prossimo anno.

Gigabyte Aorus FM275K16P: più modalità e flessibilità

Il modello Gigabyte, Aorus FM275K16P, utilizza lo stesso pannello ma introduce una maggiore flessibilità operativa. Di base lavora a 165 Hz in 5K, con possibilità di overclock fino a 180 Hz. Le modalità alternative includono 1440p a 330 Hz e anche 4K a 220 Hz, ampliando le opzioni tra qualità e prestazioni.

La certificazione HDR si ferma a DisplayHDR 1000, ma la luminosità di picco arriva comunque a circa 1.250 nit. Una differenza importante riguarda la connettività: l’HDMI 2.1 integra anche supporto eARC, mentre la USB-C si limita a 15W di erogazione.

Il modello integra inoltre un chip dedicato all’upscaling hardware da 4K a 5K e sarà disponibile nel quarto trimestre del 2026 a un prezzo di circa 999 dollari.

pannelli lucidi, HDR e resa cromatica

Entrambi i monitor adottano una superficie lucida, scelta non comune nel segmento Mini-LED. Questa soluzione aumenta la percezione della saturazione e rende più incisivi i contrasti, migliorando la resa complessiva delle immagini.

La combinazione tra quantum dot, ampia copertura DCI-P3 e alto picco di luminosità consente una gestione HDR particolarmente avanzata. In ambito creativo, ciò significa maggiore fedeltà cromatica e una migliore leggibilità delle sfumature, mentre nel gaming si traduce in una resa visiva più immersiva e dinamica.

Connettività avanzata e modalità multi-uso

Uno degli elementi chiave è la presenza del DisplayPort 2.1 a 80 Gbps, necessario per sostenere 5K ad alte frequenze senza compressione. Le porte HDMI 2.1 e USB-C completano un pacchetto pensato per workstation moderne e console di nuova generazione.

La possibilità di passare tra 5K, 4K e 1440p con refresh variabile rende questi monitor estremamente versatili. MSI punta su un approccio più software con funzioni AI di scaling, mentre Gigabyte integra un’elaborazione hardware dedicata.

Fonte: Tom’s Hardware

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