Lo spazio attorno alla Terra è sempre più saturo di satelliti e detriti, e ogni manovra diventa una questione di sopravvivenza. Per ridurre i rischi di collisione, la startup americana Atomic-6 ha ideato una soluzione innovativa: pannelli solari retrattili che si chiudono in caso di pericolo. L’idea ha attirato anche l’interesse militare.
Pannelli solari retrattili per satelliti: una startup USA affronta il caos orbitale
L’orbita terrestre bassa è diventata una vera e propria autostrada congestionata, dove convivono satelliti operativi e migliaia di frammenti vaganti. Anche un singolo detrito, lanciato a velocità estreme, può causare danni devastanti. In questo contesto, la capacità di un satellite di ridurre temporaneamente la propria superficie esposta può fare la differenza.
La proposta di Atomic-6, startup della Georgia fondata nel 2018, è tanto semplice quanto rivoluzionaria: pannelli solari che si ritraggono all’approssimarsi di pericoli, per poi riaprirsi in sicurezza. Il sistema, chiamato Light Wing, si basa su un brevetto che integra un “albero spaziale” e una “cerniera spaziale”, studiati per garantire movimenti rapidi, anche dopo mesi in orbita.
Come racconta Space News, questo sistema consente a un satellite di ritrarre le sue fragili e ingombranti ali solari quando si avvicina a un’area a elevato rischio di collisione, per poi riaprirle una volta superato il pericolo. In questo modo, il veicolo spaziale guadagna una manovrabilità senza precedenti, diminuendo significativamente la sua sezione trasversale e, di conseguenza, la probabilità di un impatto dannoso.
L’idea ha trovato subito appoggio nella US Space Force, che ha deciso di finanziare lo sviluppo della tecnologia con 2 milioni di dollari (circa 1,87 milioni di euro). Il finanziamento è stato siglato attraverso un programma dedicato a piccole imprese che sviluppano tecnologie a duplice uso, civile e militare.
Nei prossimi 21 mesi, Atomic-6 lavorerà alla qualificazione del sistema Light Wing, con l’obiettivo di dimostrarne l’affidabilità e la prontezza d’impiego. Per il settore della difesa, una simile capacità rappresenta un vantaggio strategico: permette ai satelliti di adattarsi dinamicamente agli imprevisti e di ridurre la probabilità di danni irreparabili.